Gio 25 Apr 2019 - 740 visite
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Perego: “L’Europa nasce anche dalla Liberazione, non possiamo scordarlo”

L'omelia del vescovo di Ferrara per il 25 Aprile: “La Chiesa diffida da ogni forma di nazionalismo che esclude e non include”

“L’Europa nasce anche dalla Liberazione. Non possiamo scordarlo oggi, a pochi giorni dal voto europeo a cui siamo tutti chiamati”. Sono le parole pronunciate dal vescovo Gian Carlo Perego durante l’omelia per la festa del 25 Aprile (qui il testo completo) in cui ha parlato della Liberazione come una “esperienza di libertà, nata sulla sofferenza e sul sacrificio della vita di tante persone, da cui è scaturita una Costituzione, uno Stato di Diritto, una ricostruzione, un benessere fondato sulla giustizia, sulla solidarietà, sulla sussidiarietà e sul bene comune”.

Perego ha richiamato le parole di Paolo VI sull’Europa come ideale “estremamente bello e importante, degno veramente di una generazione nuova”, affermando poi che “la Chiesa diffida da ogni forma di nazionalismo che esclude e non include, che si chiude e non si apre, che rifiuta e non accoglie, che disprezza e non valorizza, che separa e non promuove, che non tutela la dignità di ogni persona”.

Il vescovo ha ricordato la figura di Alcide De Gasperi, “cattolico e politico trentino” che “mentre pensava al bene del nostro Paese ha pensato anche all’Europa, di cui è stato uno dei padri fondatori, convinto che soltanto nella condivisione e nella pace il bene comune sarebbe cresciuto”.

“L’Europa di oggi, invece, sta dimenticando queste sfide che lo sviluppo dei popoli pone, ripiegandosi negli errori che hanno generato la situazione attuale: alimentato gli armamenti e armato le popolazioni in guerra, tagliato le risorse per progetti nella cooperazione allo sviluppo, indebolito anziché rafforzato l’azione di tutela dei richiedenti asilo, dimenticato la giustizia sociale, disperso la propria forza culturale – ammonisce Perego -. È uno scatto di giustizia sociale che manca soprattutto all’Europa in questo momento, che rischia di frantumarsi, di chiudersi, e di non valorizzare una risorsa qual è la costruzione di nuove relazioni, fatta di bambini, di giovani, di famiglie, imprese, università, chiese, religioni che sappiano generare nuove e pari opportunità sociali, economiche e culturali. Queste relazioni, ferite da chiusure, paure, egoismi e nazionalismi nuovi è ciò che sta mancando all’Europa per costruire il proprio futuro”.

“Questo giorno dedicato alla Liberazione del nostro Paese ci faccia guardare all’Europa, ‘casa comune’, liberata da egoismi, da interessi esclusivamente economici, da chiusure – conclude Perego -. È l’Europa della vita, di una nuova vita; è l’Europa del rispetto; è l’Europa casa aperta alla tutela di tutti, soprattutto dei più deboli, quella che siamo chiamati a votare e a costruire insieme”.

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