Gio 18 Apr 2019 - 1727 visite
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Più Europa presenta i candidati: “Sempre a contatto coi cittadini e contro l’estremismo della destra”

Zamorani: "La nostra scelta di campo è netta, ma i cittadini chiedono anche un cambiamento". Fusari: "Ferrara si deve aprire all'Europa"

“Questo volto è il nostro ufficio: è qui che per anni siamo rimasti a raccogliere firme in difesa dell’Europa, dell’Italia e di Ferrara”: è così che Mario Zamorani presenta i componenti della lista di + Europa, che correrà alle elezioni appoggiando la candidatura dell’assessore al’urbanistica Roberta Fusari. Il luogo scelto per la presentazione è una singolare ‘sede elettorale’: il volto del Cavallo, di fronte alla cattedrale, sede di decine di banchetti dello storico gruppo dei Radicali guidati da Zamorani, che ha seguito il percorso di Emma Bonino fino alla formazione di +Europa.

Malgrado le frequenti critiche all’amministrazione Tagliani, Zamorani ci tiene a chiarire che “la nostra scelta di campo in queste elezioni è netta: è prioritario battere la destra, che in questo momento non ha le caratteristiche di una destra liberale, che avrebbe avuto elementi positivi, ma è una destra estrema, alleata di Putin e Orban”.

Ma per battere l’avanzata della coalizione di Alan Fabbri, secondo Zamorani è necessario “scardinare” anche alcune prassi consolidate dell’amministrazione uscente. “In questi anni Ferrara è diventata una città autoreferenziale, ma i cittadini se ne sono accorti e ci dicono che ormai è ora di un cambiamento. Al di là della nostra scelta di campo, diciamo che è necessario eliminare la distanza che c’è oggi tra il palazzo e il marciapiede, e noi abbiamo le caratteristiche per stare a contatto con entrambi: avremo un rapporto costante con i cittadini”.

Tra i candidati, per la foto di rito, anche Roberta Fusari che spiega di aver accolto “con molto piacere il sostegno e l’appoggio ricevuti da + Europa, ed è un onore poter presentare i candidati della lista. Ferrara si deve aprire all’Europa: la progettazione europea è già uno strumento che ci permette di confrontarci con gli altri paesi e nelle università c’è la piena consapevolezza di quanto i progetti europei siano un passaggio fondamentale per i nostri tempi”.

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