Politica
5 Aprile 2019
Il portavoce di +Europa alla segretaria Baraldi: “La politica culturale di una città non può essere solo quella dell’Arci o dell’amministrazione”

Zamorani come ‘strega sul rogo’ replica al Pd: “Solo il pensiero unico è autoritario e destrorso”

di Redazione | 3 min

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Ha osato nemmeno attaccare, ma solo parlare, di Arci e si è scatenata la caccia alle streghe. Mario Zamorani replica alle accuse di Ilaria Baraldi e accenna metaforicamente a un rogo dell’Inquisizione. “Se la capolista del Pd – afferma il portavoce locale di +Europa -fosse vissuta, diciamo, 419 anni fa e fosse stata depositaria del potere che aveva, diciamo, la Chiesa di allora, mi avrebbe arrostito”.

La polemica vede contrapposti due politiche che fino all’anno scorso andavano d’amore e d’accordo. Proprio Baraldi entrò in passato in polemica con il suo partito per difendere il diritto di essere iscritta all’Asssociazione Radicali Ferrara. Ora qualcosa è cambiato.

Tutto è nato da innocue dichiarazioni di Zamorani (“la città ha bisogno di cultura e poesia e qui c’è solo quella dell’Arci. Va bene, per carità, ma non si può produrre solo quello, serve altro e c’è di più”), lette dalla segretaria comunale del Pd come un’accusa all’associazione. Tanto è bastata per far parlare la dem di “retorica destrorsa” e “discussione politica avulsa dalla realtà”.

Etichette che a Zamorani non vanno giù. Il leader radicale ricorda che “io e Giubelli (Paolo Niccolò Giubelli, sempre dei Radicali di Ferrara, ndr), siamo orgogliosamente possessori di tessera Arcigay”. E che “Flavio Romani anni fa, dopo un mio intervento in consiglio comunale, mi offrì la tessera Arcigay ad honorem, che rifiutai in quanto volli pagarla. Arcigay a Ferrara è una delle avanguardie della società aperta. Anche l’Arci in quanto tale. Lo scorso anno +Europa organizzò la sua unica iniziativa politico-elettorale al circolo Arci Bolognesi: non credo che noi siamo cambiati da allora”.

Quanto a Baraldi, “avrebbe meglio usato la sua intelligenza e prudenza, chiamandomi: in un baleno ci saremmo chiariti. Invece ha deciso di scavare un solco. Questo non resterà fermo, vista la pesantezza delle sue parole; o lo chiudiamo immediatamente o tenderà ad espandersi”.

Zamorani sottolinea di aver semplicemente sostenuto: “bene gli stimoli dell’Arci ma c’è anche “altro”. Ma non è questo il punto. Ripetere come un disco rotto: “abbiamo fatto tutto bene”, non mi sembra segno di sviluppato senso critico. La politica culturale di una città non può essere solo quella dell’Arci o dell’amministrazione; deve avere una dimensione diffusa, nel vissuto sparso delle persone e di tante altre realtà significative. Non credo sia un oltraggio affermare queste cose, semmai si tratta di ovvietà.”.

Ma il punto dolente è un altro: “diciamo la verità: posso o no affermare che esistono anche altre realtà, forme nel produrre cultura? Per Baraldi no. Se lo affermo, ed è l’ovvio, sono destrorso. Mi permetto sommessamente di dire, il pensiero unico è quello sì autoritario e destrorso. Il dialogo è soprattutto utile fra diversi, la diversità è una ricchezza, almeno per noi”.

Tornando all’intervento della segretaria, Zamorani nota che “Baraldi usa parole carine per Fusari; mi fa piacere, dopo gli attacchi sgangherati che aveva lanciati contro di lei quando decise (lesa maestà!) di candidarsi”.
Il radicale chiude la questione promettendo di organizzare “subito un incontro con Eva, segretaria di Arcigay, e con chiunque altra/o dell’Arci, per un abbraccio e per regalare un fiore”.

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