Mer 3 Apr 2019 - 1187 visite
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Baraldi difende l’Arci da + Europa: “Retorica destrorsa e avulsa dalla realtà”

La segretaria comunale del Pd contro Zamorani: "Ignorate le iniziative culturali degli ultimi 10 anni"

Nessuno tocchi l’Arci: dopo le osservazioni del leader di + Europa, Mario Zamorani, sul ‘monopolio culturale’ dell’Arci a Ferrara, la segretaria comunale del Pd Ilaria Baraldi si schiera in difesa dell’associazione di promozione sociale e non nasconde il fastidio verso le posizioni di +Europa, tacciata di “retorica destrorsa in questo faticoso avvio di campagna elettorale”, nonostante sia a sostegno della candidatura di Roberta Fusari, a cui Baraldi riconosce “di aver contribuito alle politiche culturali dell’amministrazione uscente con impegno e collaborazione”. Zamorani aveva affermato: “Bisogna pensare alla città e non a se stessi, la città ha bisogno di cultura e poesia e qui c’è solo quella dell’Arci. Va bene, per carità, ma non si può produrre solo quello, serve altro e c’è di più”.

Quello sull’Arci è quindi uno scontro per certi versi ‘in famiglia’, visto che Pd e + Europa pur non essendo alleati si trovano senza dubbio sul fronte a sinistra della competizione elettorale. Ma per quanto riguarda le politiche culturali, la distanza che emerge oggi è lampante: “Che sia +Europa a chiedere a “profili alti” (tra i quali l’assessore regionale PD Bianchi) come vedono Ferrara tra 10 anni è operazione legittima e utile – premette Baraldi -. Che si dica che a Ferrara c’è solo la cultura dell’Arci significa semplicemente ignorare le politiche culturali degli ultimi 10 anni. Temo non sia solo un problema di comunicazione pubblica”.

Per la segretaria Pd l’Arci “è una realtà consolidata e ben radicata a Ferrara come in Emilia Romagna. Lo considero un vanto, essendo espressione di un associazionismo plurale che offre opportunità di crescita professionale a molto giovani (e giovani donne), che mette a disposizione della città, dei suoi residenti e dei turisti eventi e iniziative di grande richiamo come di quotidiana prossimità, anche nei quartieri e nella frazioni meno centrali o che diversamente non sarebbero frequentate. Non è un parere personale. È una realtà. Smettiamola di prendere Arci come esempio di collusione col potere. Tra le migliaia di soci Arci ce n’è per tutti i gusti, come è giusto che sia. Se Arci riempie spazi culturali, fisici ed ideali, è perché sa farlo meglio di altri”.

Baraldi elenca poi varie iniziative culturali che si sono svolte in questi anni a Ferrara senza la partecipazione dell’Arci: “Basta alzare gli occhi dalle proprie scarpe per essere obbligati a riconoscere che in questi anni si è lavorato per supportare la crescita di una cultura diffusa, quindi di culture, tra esse qualitativamente differenti, di ogni tipo: dal Meis, museo nazionale, a Factory Grisù, consorzio di industrie culturali creative, dalle stagioni del Teatro Comunale con la Euyo a Teatro Ferrara Off, dalle mostre di Palazzo Diamanti alla street art, dai grandi festival fino ai piccoli progetti estivi per i bambini. Ignorare, o silenziare, queste esperienze significa non conoscerle. Che sia la Lega a dirlo, che volete mai, ci sta. Che a farlo sia una soggetto che si candida al governo della città nell’alveo del centro sinistra non solo dispiace, ma fa capire quanto la discussione politica sia, a volte, talmente avulsa dalla realtà da essere indigesta anche a chi ne fa parte”.

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