Cronaca
31 Marzo 2019
Catturato a Milano il detenuto 47enne che non tornò da un permesso premio

Finisce la latitanza del ‘Lupo’ Edin Titic, il detenuto-attore che evase dal carcere di Ferrara

di Redazione | 2 min

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Una versione dei fatti diametralmente opposta a quella sostenuta dall'accusa. È quella fornita ieri (venerdì 10 luglio) in aula da una donna, sentita come testimone nel processo a carico di un cittadino nigeriano di 37 anni, accusato di lesioni personali e stalking nei confronti dell'avvocato Gianluca Bonazza, candidato sindaco per Fratelli d'Italia alle elezioni comunali di Lagosanto nel 2024, e della moglie

Vende auto usate all’asta, ma lo sono troppo: condannato per frode in commercio

Condannato a 1.500 euro di multa e al pagamento di una provvisionale di 5mila euro in favore della parte civile. È la sentenza pronunciata nella mattinata di venerdì 10 luglio dal tribunale di Ferrara nei confronti dell'amministratore unico della società che, nel 2022, aveva organizzato un'asta per la vendita di autovetture usate, riconosciuto colpevole del reato di frode in commercio

Era evaso il 4 agosto dal carcere di Ferrara non tornando da un permesso premio, ieri ha fatto ingresso in quello di San Vittore, a Milano. Nel pomeriggio di venerdì Edin Titic, soprannominato ‘il Lupo’, è stato di nuovo assicurato alla giustizia.

Titic, montenegrino di 47 anni, con precedenti per rapine, furti, detenzione di armi e con una pena definitiva da scontare fino al 20 luglio del 2023, era evaso sette mesi fa, non tornano in carcere dopo aver usufruito di un permesso per  seguire un’attività formativa al Tetro Nucleo a Pontelagoscuro. È chiamato ‘il Lupo’ per via della sua personalità piuttosto solitaria e aggressiva.

La sua cattura non è stata semplice anche perché ‘il Lupo’, oltre a girare con documenti falsi, nel frattempo aveva cambiato i suoi connotati: gli inquirenti lo hanno trovato con i capelli molto più corti, ingrassato, invecchiato e con pochi denti. Titic è stato individuato in un quartiere Trecca di Milano, dove la sua latitanza era probabilmente coperta da un clan che gestisce la criminalità dell’area.

È evidente che non si è trattato di un arresto semplice. Le indagini – delegate dal procuratore capo Andrea Garau e dal sostituto Alessandro Rossetti al comando della polizia penitenziaria di Ferrara, posto agli ordini della comandante Annalisa Gadaleta – hanno visto il coordinamento con i due nuclei regionali dell’Emilia Romagna e della Lombardia e con il Nucleo investigativo centrale. Per arrivare a Titic gli investigatori hanno seguito tutte le sue tracce, che li hanno portati fino ai luoghi d’azione e copertura della sua clandestinità e poi, utilizzando attività d’intelligence e pedinamenti serrati, alla sua cattura nell’area di Milano, cogliendo il momento migliore per braccarlo definitivamente.

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