Ven 22 Feb 2019 - 281 visite
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Scorci inediti di Ferrara aspettando il Carnevale degli Este

In mostra fino al 5 marzo i ‘gioielli’ di Carlo Zavarini. Riccardo Modestino: “Memoria del presente e ispirazione per il futuro”

di Cecilia Gallotta 

Prima ancora che l’atmosfera carnevalesca degli Este pervada le vie della città, un assaggio rinascimentale si può trovare alla porte di palazzo municipale, che giovedì pomeriggio ha tagliato il nastro alla mostra che, fino al 5 marzo, regala 22 scorci della città, inediti agli occhi di chi non l’ha vista prima dei bombardamenti, grazie alla mano e alla memoria dell’artista ferrarese scomparso nel 2001 Carlo Zavarini.

“Di giorno lavorava in fabbrica e di notte si dedicava a questi gioielli” racconta il figlio Andrea, che ha messo a disposizione le opere del padre contribuendo alla realizzazione dell’iniziativa, che si inserisce nel programma del Carnevale degli Este, promossa dal Comune di Ferrara e dall’associazione De Humanitate Sanctae Annae, in collaborazione con l’assessorato ai Beni Monumentali, l’Ente Palio e Avis Comunale Ferrara.

E così, preziosi e meravigliosi angoli dimenticati della città estense rivivono quasi rigogliosi sulla tempera, come la Porta Catena, “la porta fluviale per eccellenza – spiega lo storico Francesco Scafuri – distrutta dopo un bombardamento nel ‘44”, o il Palazzo della Ragione prima dell’incendio del ’45, sul quale, peraltro, il Duca Ercole I era solito affiggere una maestosa maschera per iniziare ufficialmente i festeggiamenti del Carnevale”. Tradizione che si riprenderà nel pomeriggio di oggi (venerdì 22 febbraio), verso le 16, quando una grande maschera verrà affissa sul palazzo del Podestà.

“Questo è il ‘fascino della memoria’ – afferma il presidente della De Humanitate Riccardo Modestino, citando il titolo della mostra e parafrasando quella che fu definita dallo studioso d’arte Roberto Longhi “l’officina ferrarese del Novecento”: attraversano infatti la prima metà del secolo le opere più salienti dell’artista, alcune delle quali quasi inedite, poiché mai esposte in mostra.

Un percorso che si fa culturale ma anche didattico (“abbiamo già ricevuto tantissime adesioni dalle scuole” fa sapere l’assessore Aldo Modonesi) perché, come afferma Modestino, “soprattutto le nuove generazioni si rendano conto di quanto è grande e bella Ferrara e di cosa porta con sé. L’arte è la poesia della storia, e come tale ne suggella i ricordi, rendendoli memoria del presente e ispirazione per il futuro”.

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