Gio 31 Gen 2019 - 2876 visite
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Addio nuova Cercom, Sacmi rinuncia all’investimento: “Si farà altrove”

L'azienda abbandona la trattativa "estenuante", anche per la ridda di polemiche. Vittoria per il Comitato No Fabbrica, Fabbri tuona: "Pseudo-ambientalisti di un territorio che rifiuta alla crescita"

di Giuseppe Malatesta

Comacchio. Clamorosa svolta nella discussa trattativa sulla riqualificazione della Ex Cercom, il sito produttivo dismesso tra Porto Garibaldi e Comacchio. L’azienda proprietaria, la imolese Sacmi, ha rinunciato all’imponente progetto ancora al vaglio della Conferenza dei servizi, sospesa di conseguenza.

A comunicarlo, con amarezza e polemica, è il sindaco comacchiese Marco Fabbri: “L’azienda ha deciso di non proseguire l’estenuante trattativa, abbandonando ogni proposito di investimento nel territorio comunale. L’impianto probabilmente si farà, ma altrove”.

A far desistere Sacmi, riferisce Fabbri, le “lungaggini burocratiche e, anche, la ridda di polemiche pseudo-ambientaliste sollevate all’ipotesi di realizzazione del nuovo sito produttivo”. Se a queste si aggiunge la bocciatura a mezza bocca della Regione e il temporeggiare degli enti preposti a formulare un parere definitivo, l’insofferenza si spiega.

“Il rammarico più grande è che non c’è stata una valutazione di merito: gli enti non si sono espressi con un Sì o con un No e non sapremo mai se quell’impianto avrebbe avuto o meno ricadute sulla salute e sull’ambiente. Di certo non ci riconosciamo nelle urla e negli atteggiamenti antidemocratici e intimidatori di questi mesi”.

“Di certo – aggiunge il sindaco – ci si continuerà a lamentare della carenza di lavoro e del lavoro stagionale poco retribuito e occasionale. Non si potrà continuare a pensare di far crescere l’economia della città se, pregiudizialmente e senza conoscere il merito, sbattiamo le porte in faccia a quelli che vogliono investire su questo territorio, sia esso un nuovo sito produttivo, dei nuovi campeggi, delle nuove aree sosta camper o un concerto di un’artista di fama internazionale.

“Casi concreti di questi anni che trasmettono un immagine di territorio che rifiuta chi investe in crescita e lavoro. Fenomeni incomprensibili e in controtendenza con le dinamiche nazionali di delocalizzazione anche all’estero di siti produttivi. Evidentemente la memoria è corta, in breve tempo ci si è scordati della chiusura di fabbriche come la Servizi Ospedalieri, con le polemiche generate sull’assenza di attività che potessero dare sbocchi occupazionali certi e non stagionali”.

Ai detrattori e agli avversari politici, Fabbri non perdona l’atteggiamento di chiusura e opposizione mostrato in queste settimane sotto la bandiera del ‘Comitato No Fabbrica delle Polveri’, che ha tenuto una opposizione pressante e serrata, accompagnata dai pareri di parte di tecnici, medici ed esperti ambientali.  “Il vero mostro e scempio ambientale rimarrà lì, non potendone ordinare la demolizione, così come è stato dimenticato per decenni da ambientalisti e politici locali. Sarebbe bello che gli esponenti politici del nostro territorio, compresa l’onorevole Tomasi, destinassero per quello stabilimento risorse per la demolizione e la rinaturalizzazione. Un auspicio che verrà sopraffatto dal loro disinteresse”.

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