Dom 27 Gen 2019 - 1766 visite
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Estorsioni per un anno a un centro ippico, tre giovani in manette

Arrestati a Pontelagoscuro e Occhiobello i responsabili. Danneggiavano e rubavano le attrezzature dei maneggi e poi chiedevano denaro

E’ a Pontelagoscuro che è stata bloccata l’attività di un anno di estorsioni perpetrata da tre giovani ai danni di un centro ippico di Verona e Padova. Proprio a Pontelagoscuro sono stati arrestati in flagranza di reato due dei tre responsabili. Si tratta di due ragazze italiane residenti a Occhiobello, una delle quali compagna e convivente del terzo arrestato, la ‘mente’ del gruppo, cioé un altro 25enne residente a Occhiobello, per il quale sono scattate le manette in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal Giudice per le Indagini Preliminari di Ferrara.

I titolari del centro ippico oggetto delle estorsioni avevano sporto denuncia dopo le continue richieste vessatorie che si protraevano da gennaio 2018. Da allora hanno subìto incendi, furti e danneggiamenti, fino a vedersi costretti a cedere alle richieste estorsive per evitare ulteriori danni. Numerosi gli episodi di furto, fra cui quello di selle per cavalli del valore di circa 4mila euro ciascuna, senza contare i danneggiamenti alle strutture ippiche e agli incendi appiccati all’ingresso di uno dei due maneggi. Dopo aver compiuto tali reati, i giovani procedevano regolarmente con le richieste di denaro e le minacce attraverso messaggi e chiamate minatorie.

Il 19 gennaio gli imprenditori si sono decisi a rivolgersi ai carabinieri della Stazione di Cà di David, che hanno poi affidato le indagini ai militari del Norm di Verona. Le estorsioni venivano organizzate dal 25enne di Occhiobello, che dirigeva ogni fase delle operazioni illecite mascherandosi dietro vari profili Facebook e Messenger. Le indagini hanno portato i carabinieri a pedinare le due ‘braccia’ del gruppo, due due ragazze, assistendo così a Pontelagoscuro alla consegna del denaro da parte dei titolari del centro ippico, ovvero un anticipo di 1.000 euro sui 4.000 pattuiti. A quel punto è scattato l’arresto in flagranza e, successivamente, le dichiarazioni delle due giovani durante l’interrogatorio in carcere davanti al Pm hanno confermato il ruolo della ‘mente’ di tutta la vicenda, nei cui confronti è scattato l’arresto venerdì 24 gennaio.

Tutte le fasi dell’operazione che sono avvenute nel territorio ferrarese sono state eseguite in collaborazione tra i militari di Verona e i carabinieri di Ferrara, che hanno fornito il proprio necessario apporto informativo, investigativo e anche operativo in fase di esecuzione degli arresti.

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