Cronaca
6 Marzo 2026
Pena di 1 anno e 4 mesi per un 27enne. La difesa: “Eccessivo rispetto all'entità e alle modalità con le quali si sono svolti i fatti”

Approccio troppo molesto mentre balla, condannato per violenza sessuale

di Redazione | 3 min

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Si era avvicinato alle spalle mentre lei stava ballando. Uno strusciamento, i palmi appoggiati sulle cosce e quel movimento che lo portò a sfiorarle il seno. E lei, sentendosi addosso le mani di quello sconosciuto, aveva iniziato a urlare terrorizzata, tanto da attirare le attenzione di un uomo della vigilanza e far scappare il molestatore.

È quanto avvenuto nell’agosto del 2023 ai danni di una ragazza allora 19enne all’interno di una discoteca dei lidi comacchiesi. Accusato di violenza sessuale è B.H., un giovane residente a San Felice sul Panaro (in provincia di Modena) che oggi ha 27 anni.

Ieri (giovedì 5 marzo), davanti al giudice collegiale di Ferrara, si è tenuta l’ultima fase del processo nato dalla denuncia della ragazza. Una denuncia che inizialmente assunse toni molto più crudi di quanto poi affermato dalla stessa ieri in aula.

Ai Carabinieri di Comacchio descrisse un uomo che l’aveva bloccata con il proprio corpo, sopraffatta con la propria forza, palpeggiata su seno e glutei, “incurante delle grida e dei tentativi di reazione della donna”. In una seconda occasione, poi, lo sconosciuto sarebbe tornato alla pista da ballo, bloccandola per i fianchi e causandole un attacco di panico.

L’imputato è stato interrogato in sede di indagini ma non si è mai presentato in aula, lasciando l’intera sua difesa nelle mani dell’avvocata Laura Bonora.

La vittima ha raccontato davanti ai giudici cosa ricordava di quell’episodio, cedendo in un paio di occasioni all’emozione. Ma il suo racconto ha tratteggiato una scena – se così si può dire – meno violenta di quanto era emerso in un primo momento dalla querela.

Tanto che il pm Andrea Maggioni ha ritenuto che “non si può parlare di violenza sessuale perchè non c’è stata una condotta che connota quel reato”. Ci sarebbe stato invece, secondo la pubblica accusa, “un approccio fastidioso e molesto”, che potrebbe tutt’al più “integrare l’ipotesi di tenuità della violenza sessuale” (previsto al comma 3 dell’articolo 609 bis del Codice penale).

Su queste basi il pm ha chiesto l’assoluzione “perché il fatto nono costituisce reato”.

La difesa si è associata a tale richiesta, ritenendo che quegli “episodi effettivamente molto fugaci” avvenuti “in un contesto particolare come una discoteca” non possano integrare una violenza sessuale. Di qui la richiesta al collegio di assolvere l’imputato o in subordine di derubricare il reato in molestie.
Dopo venti minuti di camera di consiglio il collegio ha deciso di riconoscere la tenuità del fatto, che non ha impedito però di condannare il 27enne a un anno e quattro mesi con la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici.

“Una pena eccessiva rispetto all’entità e alle modalità con le quali si sono svolti i fatti” secondo l’avvocata Bonora. “Oggi infatti – aggiunge –, per bocca della stessa persona offesa, in aula è apparso un quadro molto più tenue di quanto denunciato in un primo momento”.

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