Mar 22 Gen 2019 - 34 visite
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Dichiarazioni di assunzione delle imprese ferraresi in flessione

Sono 770 in meno rispetto allo stesso trimestre del 2018. Govoni: “Riducendo il carico burocratico e fiscale si libererebbero risorse per accelerare la ripresa”

Sono 5.700 le dichiarazioni di assunzione delle imprese ferraresi, a tempo indeterminato, a tempo determinato, stagionali, a chiamata, apprendistato, in somministrazione, di collaborazione coordinata e continuativa e altri contratti non alle dipendenze (della durata di almeno un mese solare) nei primi tre mesi del 2019. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, si registra una flessione delle entrate previste (-770 rispetto al trimestre gennaio-marzo 2018), segnale del progressivo rallentamento congiunturale, a conferma di un quadro macroeconomico già noto e reso ancora più incerto dall’evolversi degli scenari economici mondiali, e per effetto di una maggior richiesta di profili professionali qualificati. Sono alcune delle indicazioni diffuse dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara sulla base dell’indagine Excelsior, realizzata in collaborazione con Unioncamere e Anpal.

“Molte le incognitespiega l’Ente di Largo Castello – che gravano sui piani di sviluppo delle imprese: dall’andamento delle esportazioni per la questione dei dazi, all’incertezza sulla ripresa della domanda interna e degli investimenti, alle conseguenze legate alla Brexit. Non tutto il sistema produttivo provinciale, però, risulta frenato dalle incertezze del quadro economico a livello internazionale. Nei primi tre mesi del 2019, ad esempio, si muoverà in controtendenza la filiera del turismo, con aumenti delle posizioni lavorative messe a disposizione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+8%). Segnano il passo, in particolare, l’industria con una flessione del 13,8%, i servizi, con riduzioni percentuali a due cifre, fino ad arrivare al -22% nel commercio. Sono soprattutto le imprese di media dimensione a programmare assunzioni, la cui percentuale passa dal 31,5% al 35,3% con due punti e mezzo in più per quelle con più di 250 dipendenti”.

“Per ricostruire l’occupazione perduta non c’è che un modo: ripartire dalle imprese”, ha sottolineato il presidente della Camera di commercio, Paolo Govoni. “Senza imprese, non c’è lavoro. E le imprese possono creare lavoro se riescono a crescere, a sviluppare nuovi prodotti e servizi, ad allargare il proprio mercato. I dati non sono confortanti ma la presenza di una quota significativa di imprenditori che scommettono sull’impresa e operano nuove assunzioni fa capire che il sistema è vitale e che riducendo il carico burocratico e quello fiscale si libererebbero risorse per accelerare la ripresa”.

Cambiano anche le priorità degli imprenditori ferraresi nei piani di assunzione. Cresce, in termini percentuali, la richiesta da parte delle imprese delle professioni di elevata specializzazione e dei tecnici, così come degli operai specializzati (dal 34,6% al 39,4%), mentre si riduce il peso delle professioni non qualificate. Proprio questa ricomposizione della domanda di lavoro intorno a profili più qualificati spiega l’aumento della difficoltà di reperimento. Tale incremento riguarda tanto il gruppo delle professioni specializzate quanto quello delle professioni tecniche, nei cui ambiti, poi, si raggiungono picchi di criticità nelle ricerche di personale per gli specialisti in campo scientifico o per i tecnici in campo ingegneristico.

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