Sab 12 Gen 2019 - 1612 visite
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Diamanti, gara tra petizioni per salvare o bloccare il nuovo padiglione

Due appelli al ministro dei Beni Culturali. Sgarbi: "Bonisoli stopperà l'iter". Labics: "Non fermiamo il progetto"

Nuova addizione in stile piramide del Louvre o scempio moderno di un’architettura rinascimentale? L’ardua sentenza sul futuro del progetto di ampliamento di palazzo dei Diamanti non spetta ai posteri ma agli attuali amministratori che su quei 660 mq del nuovo padiglione stanno giocando una battaglia politica a colpi di firme in attesa del parere della Soprintendenza e del Ministero. 

Vittorio Sgarbi, che ha lanciato una petizione sottoscritta da 200 volti noti della cultura e della politica, è praticamente certo che il ministro per i Beni e le Attività Culturali Alberto Bonisoli “bloccherà l’iter perché va contro la legge Galasso: altrimenti querelerò la Soprintendenza come successo all’antico parco delle Rimembranze di Modena, dove amministratori e tecnici sono stati denunciati per violazione del codice dei beni culturali e abuso edilizio”. 

Minacce a parte, la petizione sgarbiana per salvare palazzo Diamanti sta facendo a gara, sul filo del rasoio, con quella lanciata da Labics perché “il Diamanti non è in pericolo”. Entrambe, al momento in cui scriviamo, hanno superato le 1500 firme su Change.org e, anche se non ha alcun valore giuridico al netto di un referendum, può essere un buon termometro per misurare l’umore tra la gente.

Nessuna delle due istanze entra nei tecnicismi di questa ‘addizione’ che porterà alla costruzione di un pavillion autonomo e totalmente reversibile, con grandi pareti vetrate che collegano le due ali del palazzo cinquecentesco, attorno a specchi d’acqua e a un ampio open space che può essere utilizzato come sala espositiva o come spazio dedicato ad attività collaterali quali conferenze, workshop, eventi.

Il progetto – selezionato mediante un concorso internazionale cui hanno partecipato 70 importanti studi e vinto dal raggruppamento formato da 3TI progetti, Labics, architetto Elisabetta Fabbri e Vitruvio – rischia di non diventerà mai realtà e di impantanarsi nei meandri della polemica, come paventato dalla stessa direttrice di Ferrara Arte Maria Luisa Pacelli.

Tra detrattori e difensori, per lo studio di architettura Labics di Roma “è in atto una insensata campagna diffamatoria, priva di fondamenti, nata solo per screditare un progetto, un concorso, una pubblica amministrazione”.

“Nella primavera del 2017 il Comune di Ferrara bandisce un concorso internazionale per il restauro del Palazzo dei Diamanti e la progettazione di una piccola addizione nel giardino retrostante, in sostituzione della pensilina che oggi chiude la vista del giardino – ricordano gli architetti che hanno studiato il progetto -. Il progetto vincitore è una struttura leggera completamente trasparente e reversibile che si distanzia dall’edificio esistente restituendo trasparenza e la continuità della vista del giardino dalla corte principale del palazzo”.

Non c’è alcun dato oggettivo per criticare o attaccare il progetto – constata Labics nella sua petizione -. La petizione promossa dall’onorevole Sgarbi contro il progetto è una petizione di retroguardia che mira a bloccare un’iniziativa che al contrario migliorerebbe un sito museale le cui mostre sono apprezzate in tutto il mondo”.

“Dobbiamo fermare questo ennesimo no, per il bene dell’Italia. Per tre ragioni: rispetto (per le persone che hanno preparato e bandito il concorso, per i tanti concorrenti che hanno partecipato, per la giuria che lo ha giudicato, per una procedura aperta, competitiva, così rara in questo paese), educazione (intesa come modalità di interlocuzione: esistono differenti opinioni e differenti punti di vista, ma non si può bocciare una iniziativa pubblica ben ponderata senza argomentazioni. In un paese civile si dialoga e si mettono a confronto i diversi punti di vista) e cultura (che significa riconoscimento della modernità, una condizione inalienabile della nostra stessa esistenza. Riconoscere che non si possa produrre cultura e bellezza nella contemporaneità è da ignoranti”.

Labics chiede di sottoscrivere questo appello al ministro del Mibac: “Rispettiamo il futuro del nostro paese. Non fermiamo il progetto del Palazzo dei Diamanti“.

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