Gio 10 Gen 2019 - 788 visite
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Ex Cercom, anche gli imprenditori della costa bocciano la nuova fabbrica

Interpellati da Ascom, i commercianti di Comacchio e Lidi temono ripercussioni su salute e turismo (ma riterrebbero utile la riqualificazione dell'area). Urban: "La tendenza è evidente, no a progetti calati dall'alto se suscitano preoccupazione"

di Giuseppe Malatesta

Comacchio. Il progetto di riqualificazione della fabbrica ceramica Ex Cercom sulla via del mare, a due passi da Porto Garibaldi, non sarebbe gradita a tre operatori su quattro tra quelli attivi sulla costa e associati Ascom. È il dato che emerge dai primi risultati del sondaggio somministrato dall’associazione di categoria a partire dallo scorso 12 dicembre.

Le opinioni dei soci (135 per l’esattezza quelli interpellati fino al 9 gennaio), raccolte via mail e attraverso sondaggio telefonico, si basavano sulla risposta a tre quesiti: il primo indagava l’utilità in sé della riqualificazione dell’area dismessa, quella che in via Marina ospitava nei decenni scorsi la fabbrica di piastrelle sorta negli anni Sessanta e passata dalle mani della Coopcostruttori a quelle di Serenissima Cir (2005) fino alla imolese Sacmi (2015).

In tal senso “risulta chiara la tendenza dei soci: per il 63% di loro è necessario intervenire, in via di principio generale”. La musica cambia per gli altri quesiti: “Pensi che il futuro insediamento possa comportare rischi sul piano ambientale e della salute? Consideri che un rischio ambientale (anche moderato) possa impattare negativamente sulla cartolina della nostra Costa, del Delta ed in generale sul nostro Turismo?” chiedeva Ascom.

“Sulle preoccupazioni future generate dal progetto, al centro di vibrate polemiche in questi mesi si evidenziano perplessità e dubbi: la percentuale di chi ritiene possa esservi un rischio ambientale e di chi teme contraccolpi sul piano dell’immagine turistica è pari (in entrambi i casi) al 73%”.

Quasi un plebiscito di preoccupati imprenditori che fa riflettere. “Stante queste prime indicazioni – riassume il direttore di Ascom Ferrara, Davide Urban – la linea di tendenza nei nostri associati è abbastanza evidente: il progetto ipotizzato dall’amministrazione comunale non convince i nostri imprenditori intervistati, che temono in particolare negative ripercussioni sul piano ambientale, della salute e turistico, insomma sulla nostra cartolina d’immagine (e non solo)”.

“Sono indicazioni sulle quali riteniamo ci si debba confrontare con serenità ma con grande attenzione: siamo contrari – specifica Urban – a qualsiasi ipotesi o progetto calato dall’alto e che già suscita preoccupazioni nella nostra base associativa”.

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