Lun 7 Gen 2019 - 1755 visite
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Odissea Sea Watch e Sea Eye, mobilitazione a Ferrara per l’apertura di un porto sicuro

Presidio mercoledì in piazza Municipale. Il gruppo Gad si rivolge alla "città che non si rassegna all'odio" contro questa "disumanità programmata"

“Aprite i porti, subito, perché lasciare in mare a morire degli esseri umani non ci rende né più sicuri né più ricchi”. L’appello del gruppo Gad – Gruppo Anti Discriminazioni per chiedere l’apertura immediata di un porto sicuro per le navi di Sea Watch e Sea Eye è già stato accolto da più di trenta organizzazioni della vita politica e civile di Ferrara, pronte a scendere ancora in piazza per “rivendicare la dignità degli uomini e delle donne che attraversano il Mediterraneo affinché possano essere libere di costruirsi un futuro in Europa”.

Un appello che si farà sentire durante il presidio #Apriteiporti, convocato dal gruppo Gad per mercoledì 9 gennaio alle 18.30 in piazza Municipale dopo due settimane e mezzo di odissea in cui vivono 49 migranti, recuperati il 22 dicembre in mare dalle navi delle Ong Sea Eye e Sea Watch.

Queste 49 persone, tra cui 7 bambini, però non sono ancora salve, perché nessun porto sicuro è stato aperto dagli Stati europei, nessun Governo europeo ha scelto l’umanità e la solidarietà ma l’indifferenza e la barbarie – commentano i promotori del sit-in ferrarese -. Dal 22 dicembre entrambe le imbarcazioni sono costrette a vagare per il Mediterraneo in attesa di un approdo sicuro, di un porto accogliente. Gli equipaggi sono esausti, le persone salvate in mare, dopo essere scappate dall’inferno libico, sono allo stremo. La situazione di stallo è drammatica, le condizioni meteo marine e la situazione medica a bordo delle navi sempre più pericolose”.

“Il Governo Conte continua a dichiarare ‘porti chiusi’, seguendo una retorica securitaria di propaganda fondata sull’odio” denuncia il gruppo Gad che non ‘salva’ il resto dell’Europa: “Tutti i Governi europei si rivelano incapaci di risolvere questa emergenza e dimostrano ancora una volta la loro disumanità ‘programmata’, seguendo la strada di politiche discriminatorie, paradigmi escludenti, criminalizzazione della solidarietà e dei/delle migranti”.

“Sono anche questi gli effetti del Decreto Sicurezza. Lasciare in mare a morire degli esseri umani non ci rende né più sicuri né più ricchi” ribadiscono i promotori della mobilitazione che, per questi motivi, tornano a “chiedere con forza anche ai sindaci della nostra provincia, a partire dal sindaco Tiziano Tagliani, di disobbedire al Decreto Sicurezza in ottemperanza al dettato costituzionale. Uno dei modi per sollevare eccezione di costituzionalità è infatti proprio il conflitto tra poteri dello Stato. È ora il momento di difendere la nostra Costituzione”.

Ecco le sigle che aderiscono al presidio, ma le adesioni sono ancora aperte e rivolte alla “Ferrara che non si rassegna all’odio”:

Non Una di Meno – Ferrara
Arcigay Ferrara
Partito della Rifondazione Comunista – Ferrara
Agedo A Ferrara
Cittadini del Mondo
Occhio ai Media
Famiglie Arcobaleno
Arci Ferrara
PortAmico
Fiom
Associazione Viale K
Gruppo Locale Mons. F. Franceschi
MeetingPoint
Arcilesbica Ferrara
Cdlt Cgil Ferrara
Coro delle mondine di Porporana
Anpi Ferrara
Sinistra Italiana Ferrara
Acli Provinciali Ferrara
Azione Cattolica Ferrara-Comacchio
Orto Condiviso Ferrara
Comitato Unicef Ferrara
Gruppo Emergency Ferrara
Rinascita Cristiana
Ferrara Bene Comune
Pci-Federazione di Ferrara
Agesci Ferrara
Masci Ferrara
Amnesty International Ferrara
Comitato Acqua Pubblica – Ferrara
ferraraincomune
Libera Ferrara
Centro Donna Giustizia

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