Lun 10 Dic 2018 - 315 visite
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Campagna nursery conclusa? Coalmo non ci sta e scrive anche al ministro

La cooperativa chiede trasparenza: "Non siamo stati coinvolti, vogliamo chiarimenti su come procedere con l'acquacoltura"

Goro. “Campagna nursery conclusa, grazie per la collaborazione”. È il messaggio che la cooperativa Coalmo avrebbe ricevuto il 4 dicembre da Edoardo Turolla dell’Istituto Delta Ecologia Applicata, ma gli acquacoltori dicono di aver ricevuto la notizia “senza preavviso” e chiedono trasparenza, oltre a richiedere “i danni economici e morali subiti nella campagna approvvigionamento seme appena improvvidamente conclusa”.

Domande scritte nero su bianco alla direzione generale Agricoltura Caccia e Pesca della Regione, al comitato gestione Nursery, alla cooperativa Adriatica quale capofila co-concessionari, al ministro all’agricoltura e pesca, sottosegretario pesca acquacoltura Mipaaf, a e per conoscenza alla prefettura e alla stazione carabinieri di Porto Garibaldi,

“Ignoriamo se questa decisione sia frutto di elementi tecnico-biologici o di scelta politico-gestionale del comitato delle cooperative co-concessioonarie – si legge nella nota firmata da Rino Conventi -: Coalmo al pari almeno de La Valle e Romanina non è stata coinvolta nemmeno in questa fase, nonostante le nostre reiterate richieste di poter conoscere le scelte da operare per il bene di tutti: nessuna inversione di tendenza sul fronte mancato coinvolgimento”.

“Prendiamo atto che la democrazia partecipata non sta di casa né a livello di organi esecutivi della maldestra determina dirigenziale e neppure è prerogativa accreditabile ai suoi estensori” attacca la coop, che nutre perplessità su “alcuni passaggi estremamente significativi ma al momento indefiniti”.

“Data l’esclusione coattiva di Coalmo e l’impossibilità di recuperare quanto precedentemente impedito di pescare in termini di seme di vongole da reimmersione, ci si interroga rispetto alle modalità praticabili al fine di mettersi nelle medesime condizioni degli altri per dar corso al proprio programma di acquacoltura – scrive Conventi -, ossia come reperire il seme che ci è stato impedito di prelevare”.

Con l’intenzione di procedere alla “verifica nelle sedi opportune della legittimità dell’avvennuta esclusione di Coalmo dalla prima fase di reperimento seme (l’unica in cui effettivamente il seme era presente, prima della mareggiata di fine ottobre)” Coalmo intende conoscere “a chi sia giuridicamente riferibile tale responsabilità”.

“In più note abbiamo chiesto di essere resi edotti sulle intenzioni della giunta regionale rispetto al nuovo assetto della concessione demaniale ai fini del reperimento del seme – ricorda la cooperativa -, data l’imminente scadenza del 31 dicembre, ovvero di poter conoscere quali siano le intenzioni delle istituzioni nazionali e regionali il merito; corre infatti l’obbligo di esplicitare come sarebbe sgradita l’eventuale presa d’atto, da parte nostra, di decisioni assunte una volta di più senza la tante volte citata e mai abbastanza praticata trasparenza”.

Nell’auspicio di “non trovarci di fronte ad ennesimo fatto compiuto”, la cooperativa chiude assicurando che “ad eventuale provvedimento per tenore e contenuto assimilabile a quello in scadenza al 31 dicembre, corrisponderà deferimento di esso e dei suoi estensori alle autorità competenti per le valutazioni del caso”.

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