Attualità
23 Novembre 2018

Ferrara scompare. Silenzio totale

di Michele Fabbri | 2 min

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Un tratto di via Dè Romei chiuso al transito per lavori edili

Nelle giornate di mercoledì 2 e giovedì 3 settembre, dalle 8 alle 18, il tratto di via Dè Romei, a Ferrara, compreso tra corso della Giovecca e via Voltapaletto, sarà chiuso al transito (eccetto autorizzati) per lavori edili ad opera di privati

Cento candeline per nonna Giuliana Grandi

Un traguardo speciale e di grande rilievo, festeggiato al fianco della comunità. Giuliana Grandi ha raggiunto l'età di 100 anni e ha ricevuto nella propria abitazione di Bova di Marrara (Ferrara) la visita dell'assessore alle Politiche Sociosanitarie del Comune di Ferrara Cristina Coletti

Fra un po’ la città degli estensi non ci sarà più. Stessa sorte toccherà al Delta del Po con i suoi inestimabili valori naturalistici. Lo dice l’UNESCO. E la causa inequivocabile è il cambiamento climatico.

L’organismo internazionale, in un recente articolo pubblicato su Nature Communications, assegna ai nostri territori il massimo livello di rischio inondazioni ed erosione dovuto all’innalzamento del livello del mare.

Se l’UNESCO è preoccupata per la scomparsa di una delle sue perle, gli abitanti sembrano invece non preoccuparsene affatto. O meglio: non ne danno segno. I segni che contano sono quelli del dibattito pubblico, dell’agenda politica; altrimenti è muta angoscia interiore, condivisa, al massimo, nell’intima cerchia degli affetti personali.

E se non crediamo che l’acqua del mare potrà giungere fin qua, diamo un’ occhiata alla carta  delle popolazioni a rischio di alluvioni.

Questa è quella recentemente pubblicata dall’ISPRA. Le zone pi scure sono quelle dove maggiore è il rischio della popolazione.

Si può visualizzare il dato del proprio comune inserendo il nome in un’altra  mappa interattiva fornita da Sky Tg 24 sulla base di dati ufficiali.

 

Per Ferrara il risultato è “Molto alta: il 100,00% della popolazione (132.545 persone) è residente in aree di pericolosità P2 o P3”.

Fra le cause c’è l’aumento degli eventi estremi (periodi di siccità e magra dei fiumi intervallati da forti precipitazioni in periodi molto brevi) provocati dal cambiamento climatico.

Infine, se pensiamo che l’acqua, bene o male, si possa fermare, con i virus ci troviamo però a mal partito. Quello della febbre West Nile, ad esempio. Ferrara ha un tragico primato di decessi in questo campo nel 2018. 

“ E’ ormai chiaro che temperatura, umidità dell’aria, quantità delle precipitazioni giocano un ruolo determinante nella circolazione dei virus trasmessi dai vettori [zanzara]”, chiarisce Antonio Scalari, biologo e divulgatore scientifico. Il riscaldamento globale sta modificando tutti questi parametri climatici. La temperatura, in particolare, sembra essere il fattore più critico.” E il 2018 è stato, secondo l’Ispra,  l’anno più caldo per il nostro paese da almeno due secoli circa. “Un clima più caldo aumenta il tasso di crescita e l’abbondanza delle popolazioni di zanzare, le rende più efficienti nel trasmettere il virus”, afferma Scalari.

Nel 2018 il primo caso umano di West Nile in Italia è stato notificato il 16 giugno, un avvio di stagione epidemica precoce secondo l’Istituto Superiore di Sanità. Dove? A Polesella.

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