mer 31 Ott 2018 - 750 visite
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Persone senza casa e case senza persone

“Costretto a vivere qui” è il titolo di un articolo di prima pagina di un giornale locale di sabato 27 ottobre. “Qui” è l’area tra via Gulinelli e via Scalambra, dietro via del Lavoro, per intenderci ex area industriale della Ferrara anni ‘50/60, meglio nota come quadrante Ovest, teatro di sversamenti abusivi di sostanze inquinanti, di piani di caratterizzazione sospesi, di sgangherati piani di urbanizzazione, ora falliti.

Ci sono gli edifici dismessi dell’ex distilleria di via Turchi e resti di case mai edificate del tutto perchè l’area fu smascherata come inquinata da CVM nel 2011. Il giornalista ci si intrufola dal basso ma io l’ho vista dall’alto di una mongolfiera impertinente. Panni stesi ad asciugare tra i miasmi di vasche di lavorazione dell’alcool abbandonate e discariche abusive di inerti, quando va bene! L’intraprendente giornalista scova un abitante, straniero, ça va sans dire, che spiega in impeccabile francese di essere costretto a vivere “qui”, perché senza lavoro e senza possibilità di altri tipi di supporto.

Ne basta una di storie, tanto sono di facile comprensione: nessuno che non sia costretto dagli eventi, sceglie di vivere in uno stabile abbandonato, dismesso e fatiscente che sia Ferrara o Roma. Delinquenti, latitanti? Può essere ma anche costoro sono la parte debole di quella massa di delinquenti in doppio petto che si nascondono nelle ville con bunker sotto il pavimento. Ovvero sono umanità emarginata, fragile, degradata cui è più facile gridare al mostro che offrire una via d’uscita.

La mia impertinente mongolfiera sorvola nella medesima giornata del Balloon festival anche “le torri” della Darsena, il cannolo rotondo con le lamiere sventolanti, il mega studentato dal rigido aspetto squadrato e le 5 palazzine vuote da quasi un decennio, una cosa come 160 appartamenti, finiti di tutto punto, mai utilizzati e ora di sicuro saccheggiati.

La riflessione scorre piana come il volo della mongolfiera: c’è chi non ha casa e ci sono case senza abitanti! Che – a detta della stessa amministrazione nel 2016 – non erano soli i 160 della darsena ma quasi 2000 in città! Da un lato spreco di soldi, spreco di suolo, inquinamento inevitabile, dall’altro degrado, ghettizzazione, creazione di pericolo.

E allora diventa inevitabile ricordare l’imminente compleanno della Dichiarazione universale dei Diritti umani che a dicembre ci sperticheremo a celebrare ( o forse no, dati i tempi cupi in cui stiamo vivendo).

L’art. 25 così recita:

Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in altro caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.

La maternità e l’infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza.

Tutti i bambini, nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della stessa protezione sociale.

E sembra proprio una recita, a sentire tutte le situazioni di degrado che si annidano dietro investimenti che hanno consentito a imprenditori sfacciati di riempirsi di soldi creando ecomostri che nemmeno possono diventare soluzione per chi la casa non ce l’ha.

La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge e salvo indennizzo, espropriata per motivi d’interesse generale. E’ l’articolo 43 della Costituzione – non il vaneggiamento di una “comunista” come la Marchi – e allora viene da chiedersi perché invece gli sgomberi si facciano sempre a vantaggio della tutela della proprietà privata (l’articolo della Costituzione è più lungo, leggetelo) e mai al fine di tutelare un bisogno pubblico come quello di garantire un tenore di vita adeguato anche a chi non può provvedervi per i motivi suddetti.

Ah ma quelli che vivono tra gli stabili abbandonati e inquinati non sono italiani, sono clandestini e vanno rimpatriati…vorrai mica dar loro una casa?

Beh veramente l’ articolo 2 della Dichiarazione universale dei Diritti umani recita così:

Ad ogni individuo ( non a ogni cittadino italiano) spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua,di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.

Proviamo a pensare a qualcosa a Ferrara o aspettiamo la nostra Desirèe per poter poi gridare contro i mostri, che nessuno si impegna ad evitare di creare?

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