sab 13 Ott 2018 - 767 visite
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Mozione sull’aborto, la protesta femminista: “Valanga sessista”

Le attiviste annunciano mobilitazioni a Ferrara. Boldrini: "Lesivo dell'autonomia delle donne". Malaguti: "Dal Pd solo strumentalizzazioni" 

Foto tratta dalla pagina Facebook Non una di meno – opera di MP5 a Roma

“La mozione ‘contro la mancata applicazione della 194’ presentata a Ferrara dal consigliere di Fratelli d’Italia, che copia quella approvata a Verona, non ha certo tra i suoi obiettivi quello di costruire una ‘città a favore della vita’, nel caso di Verona, ma nemmeno ‘una città che tutela gli indifesi’, nel caso di Ferrara. Entrambe hanno il chiaro obiettivo di ridurre i diritti delle donne e le libertà conquistate“.

È una vera e propria protesta femminista quella messa in atto da Cgil, Centro Donna Giustizia, Udi, Arcigay, Arcilesbica e Non Una Di Meno perché “le donne sono le uniche ad avere lottato in questi anni, per difendere la vita, per non morire di aborto clandestino, per avere gravidanze desiderate, per mettere al mondo cittadine e cittadini liber* e con pari diritti”.

“È chiaro invece che anche su Ferrara si sta riversando la valanga sessista ed oscurantista che ci vuole riportare indietro di 40 anni – commentano le attiviste -. La mozione presentata a Ferrara, che parla di aumento dell’aborto, dice una grande menzogna. I dati ufficiali del Ministero della salute dicono chiaramente che l’aborto volontario si è drasticamente ridotto ed è in costante diminuzione e che non è mai stato un mezzo di controllo delle nascite. Con la 194 si è arginata la piaga della clandestinità e l’autodeterminazione delle donne ha prodotto una cultura della responsabilità”.

La 194 non si tocca, la si deve applicare, proteggere e pubblicizzare senza distorcerne lo spirito e i contenuti – assicurano le femministe -. Con la 194 le donne hanno smesso di morire d’aborto e l’aborto ha smesso di essere una questione privata per diventare una questione sociale di cui lo Stato si è fatto carico. Per evitare le gravidanze indesiderate non serve finanziare associazioni che convincano le donne a non abortire“.

Serve ben altro: “Educazione sessuale nelle scuole, contraccezione gratuita, finanziamenti ai consultori pubblici che invece hanno subito un taglio drastico dei finanziamenti e una forte riduzione di personale. E’ necessario potenziare una delle istituzioni pubbliche che più ha operato nella lotta alla disuguaglianza e nell’affermazione della dignità e libertà delle donne”. Insomma, “una città che tuteli veramente ‘gli indifesi’ deve creare serie politiche di prevenzione dell’aborto che passano innanzitutto per la prevenzione delle gravidanze indesiderate“.

“Per questo anche noi, come le donne e le associazioni che a Verona hanno reagito alla vergogna consumatasi in consiglio comunale, siamo convinte che la vicenda di Verona rappresenti solo un terreno di prova per politiche repressive e integraliste, a partire dal disegno di legge Pillon – chiosano gli enti ferraresi – che vedono le istanze razziste e xenofobe dei movimenti di estrema destra saldarsi con le posizioni ultracattoliche. Organizziamoci e reagiamo, le donne liberate fanno paura“.

Annunci di mobilitazione a parte, sulla vicenda interviene anche la senatrice Pd Paola Boldrini: “Tutti sono per la tutela della genitorialità, ma la mozione di Balboni riduce tutto agli aspetti economici, non alla volontà. Il continuo porre l’accento sulle ‘difficoltà’ delle donne in gravidanza è lesivo della loro autonomia e indica un tentativo di retrocessione di cui non c’è bisogno. Sarebbe bene rafforzare i consultori e la rete sociale, come ho sottoscritto in un disegno di legge, sorvegliare sull’utilizzo della pillola del giorno dopo, soprattutto da parte delle giovanissime, e diffondere una cultura della contraccezione. Tutto il resto è un modo per svilire le donne e la loro possibilità di scelta”. 

La consigliera di Forza Italia Paola Peruffo, pur ribadendo che “la 194 non deve essere in discussione”, stigmatizza le “dichiarazioni di rappresentanti Pd che hanno preso a pretesto la mozione per travisarne i contenuti e demonizzare gli avversari, quando “salvaguardare la legge 194 significa impegnarsi a ogni livello istituzionale per il contrasto all’aborto clandestino, così come nel promuovere soluzioni alternative all’aborto, quali adozioni in anonimato e aiuti economici a donne sole e coppie in difficoltà di sostentamento”.

“Il numero degli aborti clandestini è purtroppo per la presenza massiccia di medici obiettori (in alcune province raggiungono il 97%) e la presenza di donne in stato di clandestinità che evitano per paura di conseguenze le strutture pubbliche. I diversi governi hanno sempre investito troppo poco nel sostegno alle nascite, fattore che, insieme alla precarietà lavorativa, ha prodotto un calo drastico delle natalità, oltre a un preoccupante innalzamento dell’età in cui si diventa genitori”.

A livello locale “ho chiesto in più occasioni, attraverso ordini del giorno, l’aumento e il sostegno della comunicazione, insieme al coinvolgimento delle scuole per la diffusione di informazioni sulla corretta sessualità – ricorda Peruffo -. A ciò andrebbe seguita la distribuzione dei profilattici e la diffusione delle prescrizioni sulla pillola dei 5 giorni dopo (che qualcuno ancora confonde con la Ru 486 che è invece una pillola abortiva vera e propria, alternativa alla procedura chirurgica) dal momento che da parte delle giovani viene usata in modo reiterato come metodo contraccettivo, trascurando le pesanti ripercussioni sul fisico”.

In difesa del collega interviene il coordinatore di Fratelli d’Italia Mauro Malaguti che registra i “vaneggiamenti e strumentalizzazioni degli esponenti locali del Pd con una sequela di attacchi fuori luogo e fuori tema che non entrano nel merito ma colgono solo una occasione per polemizzare con il ‘rivale’ politico, con insulti come ‘destra xenofoba e razzista’. Singolare anche l’interpretazione della Baraldi sull’aumento degli obiettori di coscienza: invece di chiedersi  i motivi, magari per i drammatici traumi post-parto che riscontrano nelle loro pazienti, liquida l’analisi affermando che si tratta di ‘medici che hanno scelto la professione sbagliata’”.

Balboni ha invece “posto l’accento sulla scarsa applicazione di alcuni commi della 194, chiedendone piuttosto il rispetto dell’impianto normativo riguardo alla parte informativa e preventiva all’aborto – spiega Malaguti -. Se Vitellio e Baraldi – a differenza della collega di Verona e di Talmelli – avessero giudicato la mozione nella sua sostanza, avrebbero compreso che mirava a tutelare maggiormente le donne in una scelta della loro vita complessa e difficile, e che lascia sempre strascichi psicologici alle spalle”.

Il coordinatore FdI critica anche i “residui quanto anacronistici movimenti femministi, in forte crisi identitaria da quando devono coniugare le battaglie per i diritti delle donne alle simpatie verso il mondo islamico” e invita il Pd a replicare a Papa Francesco che ha definito addirittura ‘sicari’ coloro che praticano l’aborto”.

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