Mar 2 Ott 2018 - 2202 visite
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La politica finisce in tribunale. Zamorani denuncia Naomo Lodi

Secondo il leader radicale il segretario leghista è colpevole di diffamazione a mezzo stampa

Dopo essersi incrociati di fronte al municipio, Mario Zamorani e Nicola ‘Naomo’ Lodi potrebbe rincontrarsi in tribunale. Il portavoce dei radicali ferraresi ha querelato il segretario comunale della Lega. “In tanti anni di attività politica – spiega Zamorani – non mi ero mai rivolto alla magistratura ma quando si superano determinati limiti credo che sia necessario farlo. Lo faccio per rispetto della legge e del diritto ma soprattutto per avvisare la città”.

L’antefatto risale a fine giugno. Zamorani riferisce di episodi avvenuti a suo dire nel giro di poche ore, che determinerebbero a Ferrara “un’atmosfera cupa e come un po’ gonfia, dove agiscono persone che determinano ostilità e contrapposizioni frontali”. Il primo episodio narrato dal leader dei radicali lo vede incrociare sullo scalone municipale Lodi, “in compagnia di tre ragazzoni che nella mia memoria erano tutti con teste rasate e ricchi di muscoli; tronfi e molto sicuri di sé”. Uno di questi gli avrebbe detto: ‘Lei stia attento a quello che scrive perché qualcuno potrebbe arrabbiarsi‘”.

Zamorani lo legge come un “maldestro tentativo di intimidazione”: “l’episodio mi ha fatto pensare in parte a filmati d’epoca con gerarchi in camicia nera che passano su quello scalone ma ancora di più a narrazioni e testimonianze del nostro concittadino Balbo con le sue squadre specializzate in spedizioni punitive”.

A questo episodio ne seguono altri due. Zamorani riferì nell’occasione – pur senza dare riferimenti o riscontri diretti – di una serie di azioni “volte a creare problemi a una associazione della nostra città che si occupa dei diritti di una minoranza fortemente contrastata dalla destra più intollerante”, oltre che di “parole uscite da una persona che dovrebbe essere fra quanti garantiscono lo stato di diritto e che invece erano un insulto alle fondamenta dello stesso”.

A questi si aggiunse il “ritrovamento di alcuni proiettili in città a ridosso di un edificio comunale, fatto di poche ore prima e segnalato alla Digos”. La redazione di Estense.com all’epoca aveva chiesto conferma del fatto proprio alla Digos, che ha però smentì qualunque ritrovamento di proiettili in tempi recenti.

Davanti a quelle accuse Lodi precisò i contorni del primo fatto. I tre ragazzoni palestrati in realtà erano uno solo, il seguace di Lodi Lorenzo Barbieri: “gli ha detto di stare attento perché qualcuno potrebbe querelarlo visto che ha dato dei barbari ad altre persone”.

Poi il segretario leghista replicò direttamente a Zamorani: “è una persona squallida e sta cercando di fare campagne elettorale nella maniera peggiore. Se fino a ieri lo rispettavo adesso non è più così: è meschino, vigliacco e capisco perchè Tagliani non consideri nemmeno per le primarie, forse è la prima volta che sono d’accordo con lui. Associarmi alla storia dei proiettili poi è pazzesco”. Lodi chiuse il discorso sfidando Zamorani a provare le sue parole sui fatti dello scalone: “Spero che le telecamere del Comune abbiano ripreso tutto e che si possano visionare i filmati”.

Alcune di quelle frasi sono finite ora nell’esposto denuncia presentato in procura per presunta diffamazione aggravata a mezzo stampa. E ora Zamorani rincara la dose: “Attenti a persone che fanno precipitare il dibattito politico, che può essere anche aspro e duro, a questi livelli; state attenti. Che poi questa persona sia segretario comunale di un partito politico, la Lega, lascia immaginare la possibilità concreta che i suoi compagni di partito che, presumo, lo hanno eletto, siano sulla stessa lunghezza d’onda”.

L’esposto nasce anche dalla necessità di “tutelare il buon nome delle formazioni politiche che rappresento, il Gruppo +Europa di Ferrara in qualità di coordinatore e Radicali Ferrara come presidente. Persone che usano parole come quelle sopra riportate, a mio avviso, non dovrebbero far parte del mondo della politica, attività che può e deve essere alta e nobile”.

Zamorani chiude tirando fuori un ennesimo episodio: “ricordo che proprio in quei giorni di accesa discussione ho incontrato il signor Lodi in compagnia di un suo collaboratore, credo Lorenzo Barbieri, sotto il Volto del Cavallo e in quella circostanza uno dei due, non saprei dire chi, mi ha così apostrofato ad alta voce: “Cog..one!”. Di questo fatto è stato testimone un ex parlamentare. Cari ferraresi, attenti a queste persone”.

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