“Sigilli antimafia su un bene comunale: perché il Comune tace?”
"Chi non ha nulla da temere dovrebbe dirlo subito... Il silenzio non è casuale: mentre si mettevano i sigilli, l'attenzione veniva dirottata sul Nucleo Anti Maranza"
"Chi non ha nulla da temere dovrebbe dirlo subito... Il silenzio non è casuale: mentre si mettevano i sigilli, l'attenzione veniva dirottata sul Nucleo Anti Maranza"
Mattinata di confronto quella di domenica 25 ottobre a Sabbioni con i consiglieri comunali del Pd Enrico Segala e Matteo Proto. A organizzare l'iniziativa è stato Alessandro Fava, segretario del circolo dem Zona Nord
L'onorevole di Futuro Nazionale dopo l'operazione dei carabinieri: "Ribadire con forza che Ferrara è e deve rimanere impenetrabile a logiche di stampo mafioso"
Figura anche il nome di Francesco Carità tra le 26 persone indagate dalla Procura distrettuale antimafia di Roma nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte infiltrazioni della 'Nrangheta nei circuiti di minimoto di Aprilia, Acerra e Ferrara
Il consigliere comunale e avvocato ricorda quello che diceva in campagna elettorale: "La Direzione Nazionale Antimafia individua la nostra città insieme come un luogo di snodo di malaffare, illeciti, dossieraggi e di accessi abusivi ai dati e non possiamo fare finta di niente"

Paola Boldrini (archivio)
di Martin Miraglia
Un tavolo di lavoro sulla situazione Vinyloop, da individuarsi “celermente”. È quanto chiede la senatrice ferrarese Paola Boldrini, in forze nel gruppo del Partito Democratico, all’interno di un’interrogazione che sarà inviata lunedì al ministero dello sviluppo economico guidato da Luigi di Maio “a supporto e sintesi delle istanze di Comune, Regione e sindacati che in questi giorni hanno esternato il loro disappunto per la decisione improvvisa della proprietà di liquidare l’azienda e avviare la procedura di licenziamento collettivo dei dipendenti”, come scrive lo staff della senatrice.
Vinyloop, stabilimento specializzato nella lavorazione di materie plastiche e nel riciclo di scarti in pvc ubicato nell’area ex Solvay di via Marconi a Ferrara, è di proprietà di un duo di gruppi industriali insediati in Regno Unito e Francia: Ineos — che agisce tramite la sua controllata Inovyn Italia — e Serge Ferrari, i quali dopo mesi di incertezze dei lavoratori hanno deciso di avviare la procedura di dismissione dello stabilimento con gli annessi 17 licenziamenti annunciando la decisione pochi giorni fa e prendendo di sorpresa le istituzioni che erano riuscite a strappare l’accordo con la proprietà di sospendere le procedure di licenziamento prima della convocazione di un altro tavolo in Regione. La proprietà ha poi rifiutato di considerare altre opzioni per il futuro dello stabilimento come le proposte di intervento a sostegno dell’attività produttiva o la ricerca di un acquirente. Una serie di evoluzioni che il Pd ferrarese aveva già bollato come “indecenti”.
“È una situazione incresciosa che deve essere affrontata con urgenza”, commenta poi Boldrini, che pone l’accento — come già in precedenza gli assessori comunali e regionali, Caterina Ferri e Palma Costi — sulla necessità corrente di ricollocare i dipendenti e di salvaguardare l’impianto. “Confido che il Ministro Di Maio, che già dai sindacati ha ricevuto richiesta, si faccia carico della questione in tempi rapidissimi e convochi nei prossimi giorni il tavolo di confronto con proprietà, istituzioni, sindacati”.
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