gio 14 Giu 2018 - 4035 visite
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Questo articolo fa parte di Estense.troll, la rubrica satirica di Estense.com.

Spal. Pa Konate in vendita, insorgono i tifosi

Anche Zlatan Ibrahimovic avverte la società dei Colombarini: “Come lui solo il Kaiser”

di Cepparello da Prato

Era dai tempi di Baggio con la Fiorentina, o di Signori con la Lazio, che non si assisteva a una protesta tanto clamorosa di tifosi per la cessione di un loro beniamino.

La Spal ha ufficialmente messo sul mercato il suo pezzo pregiato, Pa Konate, e la notizia ha mandato letteralmente nel panico il popolo biancoazzurro. Gli ultrà hanno minacciato di mettere a ferro e fuoco la città se davvero la società deciderà di privarsi del suo gioiello scandinavo per fare cassa.

Per chi è digiuno di materia calcistica ecco un breve ripasso su chi è, cosa ha fatto e dove può arrivare Pa Konate.

Pa Momodou Konate nasce in Svezia nell’anno di grazia 1994 da padre guineano e madre gambiana. Ben presto gli osservatori si accorgono di quel diamante ancora grezzo, che attendeva solo di essere scoperto, lavorato e incastonato in campo.

Spetta al Malmö – la squadra, per intenderci, che diede i natali del pallone a un certo Ibrahimović – il merito di aver disseppellito tanto tesoro calcistico. “Bruciando le tappe nel calcio come nella vita, senza un attimo di tregua” come profetizzò l’esperto giornalista sportivo Gianluca Di Marzio in tempi non sospetti, Pa fa subito breccia nel cuore dei tifosi.

Nel 2012 firma il suo primo contratto da professionista. E per un anno nessuno lo vede. L’anno seguente totalizza 85 minuti nella gara d’esordio contro l’Aik. Una improvvisa epidemia di gastroenterite aveva dimezzato la squadra nei giorni precedenti. Dal 2014 al 2017 è il suo triennio di punta, un po’ come quello che portò Michel Platini ai tre Palloni d’oro consecutivi.

Colleziona 50 presenze nel Malmö e riesce a non segnare nemmeno un gol. All’apoteosi si aggiungono 14 gettoni con la nazionale svedese Under 21, 3 con quella maggiore e 4 con l’olimpica. Nel 2015 alza la coppa degli Europei Under 21 vinti con gli scandinavi in Repubblica Ceca senza mai scendere in campo.

Viene quindi il suo esordio in Champions League. È il 16 settembre del 2014 e Pa sfida allo Stadium la Juve e si fa subito notare per un pugno nei maroni ricevuto da Lichsteiner.

Alle doti di acrobata del pallone somma pure quelle di aruspice. Nel novembre dello scorso anno gli chiesero un pronostico su Italia-Svezia, spareggio qualificazione: “Il mio cuore direbbe Svezia, ma vincerà l’Italia”.

La bandiera gialloblu gli sarà riconoscente a tal punto da permettergli di giocare i Mondiali di Russia con la Nazionale della Guinea.

Poi arriva l’epopea italiana. Vagnati non se lo lascia scappare e lo chiama a Ferrara. Tre anni di contratto più un quarto opzionale. Ovviamente fu lui a rifiutare di legarsi a vita. Intanto però i suoi pensieri erano solo per la Spal: “Mi definisco come un difensore laterale che preferisce la fase offensiva, sono uno che lavora duro ed impara in fretta. Darò la mia mano per centrare la salvezza”. Scontato ricordare che, oltre a claudicare ancora con l’italiano, non ha giocato nemmeno un minuto.

Ma a dirla tutta, nell’ultimo campionato il suo talento gli concede una prodezza che poteva cambiare la storia della Spal. Una prodezza messa a segno senza nemmeno calcare il campo di gioco. Il suo nome finito per sbaglio in distinta poteva far perdere a tavolino la gara decisiva contro la Sampdoria. Potere che solo pochi calciatori entrati di diritto nella leggenda del calcio possono vantare.

E ora i Colombarini vorrebbero lasciarselo sfuggire? Un avvertimento sulle possibili conseguenze, sia sportive che sociali, di un simile azzardo arriva dalla lontana Los Angeles.

Zlatan Ibrahimović, ora in forza al Galaxy, suo connazionale e suo predecessore al Malmö, mette in guardia la dirigenza spallina: “Pa mi ricorda Carlos Henrique Raposo, detto “il Kaiser”, il più grande illusionista del pallone”.

Il “Kaiser” era un giocatore brasiliano che per vent’anni riuscì a strappare contratti in patria (Botafogo e Flamengo) e in Europa senza mai scendere in campo neppure una volta.

Ma a Ferrara i preziosi avvertimenti di Zlatan hanno trovato orecchie sorde. E adesso la Spal rischia di vedersi sfuggire il fuoriclasse svedese. Un aspetto ulteriore che, oltre alla nazionalità e ai successi con il Malmö, rischia di accomunare ulteriormente Pa Konate a Ibrahimovic: anche lui è arrivato da re e se ne andrà da leggenda?

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