Attualità
20 Maggio 2018
Mille figuranti hanno percorso il tragitto dalla "Porta degli Angeli" a piazza Municipale, dove le 8 contrade hanno inscenato gli spettacoli a corte

Armature, spade e ricevimenti: per il Palio è tempo di “Visentini” e “Casati”

di Redazione | 3 min

Leggi anche

Ferrara sempre più anziana e fragile. Preoccupano giovani, povertà e solitudine

Una provincia sempre più anziana, giovani in difficoltà, famiglie fragili e un volontariato chiamato a rinnovarsi. È questa la fotografia emersa dal percorso partecipato promosso dal Forum Terzo Settore Ferrara insieme a Csv Terre Estensi e Iress, i cui risultati sono stati presentati durante l'assemblea annuale del Forum Terzo Settore Ferrara

Cpr: “Sinonimo di disumanità e morte dei diritti”

I Cpr come "sinonimo di disumanità e morte dei diritti". Di questo si è parlato martedì 17 giugno, durante la seconda serata della sedicesima edizione degli Emergency Days che si è aperta con un incontro pubblico che volge lo sguardo alle mille ombre dei cosiddetti Cpr

Vede l’ex fidanzata e scatta la zuffa nel parcheggio. Indagano i carabinieri

Vede l'ex fidanzata con l'amica e la riempie di insulti, prima di scatenare la zuffa. È quanto accaduto durante la nottata tra mercoledì 17 e giovedì 18 giugno nel parcheggio della Coop Doro di via Modena, dove due giovani 20enni - un ragazzo e una ragazza italiani di origini nordafricane - hanno dato vita a un acceso litigio sfociato in una vera e propria colluttazione

(foto di Alessandro Castaldi)

di Simone Pesci

Tempo di “Nino Franco Visentini” e “Nives Casati” per le 8 contrade del Palio di Ferrara, i premi assegnati ai migliori del corteo storico e degli spettacoli a corte. Il tutto si è svolto sabato sera, prima la sontuosa sfilata – con omaggio all’astrologo e consigliere di Ercole I e Alfonso I Pellegrino Prisciani -, che ha portato i mille figuranti dalla “Porta degli Angeli” a piazza Municipale, dove dopo essersi presentati davanti all’Araldo si sono sfidati armati di lance, spade ma anche balli e ricevimenti matrimoniali.

Qui, davanti alle autorità e a una piazza non gremita al massimo, è stata come di consueto la Corte Ducale a dare inizio agli spettacoli, rappresentando il rientro in città di Borso d’Este da Roma, dove Papa Paolo II lo nominò primo duca di Ferrara. Qui Borso fu accolto da Pellegrino Prisciani, da Mastro Guglielmo da Pesaro e da una città in festa. La festa lascia invece spazio alla sommossa nella rappresentanza di San Giorgio, che sceglie di proporre la rivolta popolare del 1317, quando la gente, stanca dei continui soprusi perpetrati dal vicario papale Roberto d’Angiò scese in strada per richiamare gli Este alla guida di una città provata.

Festeggia un matrimonio San Giovanni, in uno sceneggiato che è un mix fra corteo storico e spettacolo: non quello di Harry e Meghan, ma quello fra Margherita Costabili e Bartolomeo Pendaglia, un’occasione che portò alla corte estense personaggi del calibro di Federico III di Germania che, durante il ricevimento, proclamò Borso duca di Modena e Reggio. Fra sacro e profano San Paolo, che porta un San Giorgio in versione contadino povero a combattere un drago dalle sembianze di un condottiero, sconfitto solamente dopo che il santo ha ritrovato la fede.

Le soavi melodie di Santa Maria in vado fanno viaggiare il pubblico fino alla mitologia greca, al mito di Apollo e Dafne, mentre per Santo Spirito è tempo di mascherata mitologica, più precisamente quella del 1432, organizzata dal siculo Marrasio in occasione della pace fra Milano, Firenze e Venezia. Ancora sacro, questa volta in salsa gialloblù, con San Giacomo che fa rivivere l’Annunciazione, un tema caro alla corte estense, la cui iconografia Quattrocentesca ha avuto interpreti come Botticelli e Leonardo.

Il buffone Gonnella è protagonista dello spettacolo di San Luca, nell’accadimento che vide il marchese Niccolò III mandare a morte il giullare, salvo poi graziarlo, per vendicarsi di uno scherzo che aveva visto il nobile finire nelle acque del Po per mano dello stesso Gonnella, che voleva farlo curare dalla febbre con uno spavento. La vicenda di Eco e Narciso, che dopo la morte si trasformerà in un fiore, narrata da San Benedetto chiude gli spettacoli: ora la passa alla giuria che dovrà assegnare il “Visentini” e il “Casati”.

GUARDA ANCHE LA VIDEONEWS

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com