ven 18 Mag 2018 - 458 visite
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Un bilancio “orgoglioso” per Banca Centro Emilia

Il presidente Accorsi: "Senza l'attività bancaria l'economia non sta in piedi, e per una BCC il 95% del denaro raccolto viene investito a sostegno delle famiglie e delle imprese del territorio"

di Martin Miraglia

Cento. “La vostra banca lavora per accrescere e rafforzare la propria capacità finanziaria, per attrarre risorse dall’esterno e sostenere le realtà economiche e produttive presenti ed attive, perché la ricchezza di un territorio è data dalla capacità di produrre reddito. Anche se politicamente molti sono convinti del contrario, senza l’attività bancaria l’economia non sta in piedi, e per una Bcc il 95% del denaro raccolto viene investito a sostegno delle famiglie e delle imprese del territorio”. È con queste parole, incentrate sul cooperativismo, della relazione di gestione del presidente della Banca Centro Emilia Giuseppe Accorsi che si è tenuta ieri alla Pandurera e che ha approvato il bilancio d’esercizio 2017 della banca e conseguentemente le politiche di destinazione dell’utile dell’istituto bancario, pari a 2.029 milioni di euro.

“È un risultato di cui andare orgogliosi, frutto della fedeltà dei nostri soci e clienti e del lavoro compiuto dalla banca per sviluppare i ricavi, senza mai rinunciare ad erogare credito. Inoltre anche quest’anno, la banca ha dovuto sostenere ingenti oneri per circa 600 milioni a favore dei fondi di garanzia per contribuire, tra l’altro, alla risoluzione di crisi in atto in altre BCC”, dice il direttore generale Giovanni Govoni che poi passa alla disamina del bilancio che oltre a mostrare i segni concreti della vocazione cooperativa della banca — ribadita più volte nel corso dell’assemblea e dimostrata dal rapporto di copertura delle sofferenze che fa segnare il 70.98% — mostra anche diversificati passi avanti dall’anno scorso: se è vero che l’utile subisce una lieve diminuzione è anche vero che sono state drasticamente ridotte le attività di trading e il portafoglio titola mostra un calo di quasi 50 milioni di euro mentre al contempo aumentano di quesi il sette e mezzo percento gli impieghi rispetto allo scorso e che superano i 500 milioni di euro nell’ultimo esercizio finanziario. Allo stesso modo aumenta la raccolta diretta dell’1.2% e quella indiretta del 15%, con una massa amministrata equivalente a 906 milioni. Col segno più anche il portafoglio clienti in aumento di poco più del 4%, mentre crescono dell’8.7% i soci passando dai 7781 del 2016 agli 8456 dello scorso anno.

Il Cet1 rimane poi abbondantemente sopra ai requisiti minimi imposti dai regolatori al 16.06% e le riserve aumentano di altri due milioni di euro toccando i 41 milioni totali.

Tutto questo porta i 252 votanti presenti alla Pandurera ad esprimersi in modo estremamente positivo sui numeri del bilancio, tanto che non c’è da registrare nemmeno un voto contrario. I numeri poi permettono il distacco di dividendi pari all’1.2% delle quote sociali per un totale di 156mila 404 euro, mentre altri 90 milioni di euro sono stati destinati a fondi a favore della cooperazione e mutualistici. Il resto dell’utile netto, un milione e 781mila euro, è stato invece accantonato alla riserva legale.

È in questo clima che la Banca Centro Emilia si mette quindi a discutere di ipotesi di fusione: “Per meglio sfruttare le notevoli potenzialità del territorio emiliano, è stata pensata una aggregazione tra la nostra banca e il Credito Cooperativo Reggiano di Scandiano per dare luogo ad un unico istituto che coprirà una fascia di territorio nell’Emilia centrale che va dalla montagna reggiana al mare dei lidi ferraresi. L’operazione verrà declinata attraverso un piano industriale ‘ambizioso’ che, forte della diversificazione settoriale (si passerà dalla meccatronica di Reggio, all’automotive di Cento, al biomedicale di Mirandola, a tutte le filiere agroindustriali), permetterà di cogliere in uno l’opportunità di realizzare importanti economie di scala in punto costi, assieme ad aperture mirate ed o spostamenti di filiali per ‘chiudere’ i territori”, anticipa Accorsi. Il progetto verrà comunque votato dai soci nel corso di un’assemblea dedicata in autunno e, secondo la banca, “dovrebbe perfezionarsi entro la fine dell’anno in corso dopo l’esame delle autorità competenti e porterà ad una banca di 27 filiali, oltre 16.500 soci, circa 94 milioni di euro di patrimonio, impieghi netti per 828 milioni e una raccolta totale di un miliardo e 517 milioni”.

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