Lavori stradali in via Eridano e via Calzolai: restringimenti e senso unico alternato
Cantieri tra il 24 e il 30 settembre per il rifacimento della pavimentazione. Possibili rallentamenti soprattutto in uscita dalla città
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Sarà la prima edizione di Sport Is Live/Life – Ricordando Fabio Falchetti senza Alex Zanardi, scomparso lo scorso 1° maggio. La manifestazione, che venerdì 25 settembre alla Nuova Darsena di San Paolo aprirà il secondo Ferrara Sport Festival, torna a mettere al centro lo sport paralimpico e inclusivo
Come costruire un Progetto di Vita realmente personalizzato per le persone con disabilità? Quale ruolo per le famiglie, i professionisti, i servizi e il territorio? E quali prospettive si aprono alla luce dell'imminente entrata in vigore della Riforma sulla disabilità il prossimo primo gennaio 2027? Sono alcuni dei temi al centro del convegno nazionale "Progetto di Vita - Disabilità outofthe box",
Dieci mesi di lavoro, incontri, sperimentazione e relazioni prendono forma nelle opere di "Mescolando Colori", il progetto promosso da Cooperativa Azioni di Ferrara per mettere al centro la creatività e la partecipazione di persone con disabilità fisiche, cognitive, sensoriali e psichiche
Quasi 34 milioni di euro di fondi Pnrr spesi fra il 2023 e il 2026. Il bilancio degli investimenti messi a segno dalla Provincia nelle scuole superiori è stato presentato dal presidente, Daniele Garuti
di Simone Pesci
“La vecchiaia è libertà, leggerezza. Sai un sacco di cose, eviti di perdere tempo con quelle inutili e fai solo quelle essenziali: non abbiate paura e vivete con la curiosità del viaggiatore”. E’ questo il consiglio che Lidia Ravera, giornalista, scrittrice – e già assessore alla Cultura e allo Sport della regione Lazio guidata dal 2013 dal presidente Nicola Zingaretti – dà a coloro che stanno vivendo il primo e il secondo tempo della vita. Ravera parla da persona già entrata nella terza età, e con cognizione di causa, perché “Terzo Tempo” (ed. Bompiani) è il terzo libro che scrive sul tema della vecchiaia.
L’ultima fatica letteraria della giornalista vuole essere, nei contenuti, contro gli stereotipi che vedono gli anziani inariditi fisicamente e mentalmente. Nel parlare del terzo tempo, Ravera, lo definisce molto simile “all’adolescenza, perché anche durante la vecchiaia vedi il corpo cambiare, e vuoi stare con le persone che condividono la tua stessa condizione”.
Da qui al confronto generazionale il passo è breve. L’autrice paragona soprattutto quelli come lei, che hanno vissuto da adolescenti il 1968 e gli anni Settanta, e quelli di oggi, definiti almeno un paio di volte “poverini”. “Noi – spiega Ravera -, avevamo fiducia nella possibilità di cambiare le cose. Mi fanno un po’ pena i giovani di oggi, hanno i neuroni freschi, tanta energia e il corpo va a mille; in uno scenario così, però, è meglio essere vecchi. Oggi sono più intelligenti di come eravamo noi, ma cosa se ne fanno? Subiscono, non trovano una collocazione e non si sentono forti per rovesciare il tavolo”.
“Mi fanno un po’ pena”, è un’affermazione che ricorre perché se è vero che “la parola libertà era importante per noi perché vivevamo in famiglie repressive che stabilivano delle regole”, ora è molto “più difficile per i figli staccarsi dai genitori”.
Un altro aspetto che Lida Ravera sottolinea è quello della differenza di genere: “Gli uomini non devono per forza essere belli, la mostrificazione ne risente di meno, al contrario della donna che deve sempre rimanere bella. E se la donna diventa meno bella gli uomini non ce la fanno e si servono sul vassoio delle altre due generazioni”.
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