mer 14 Feb 2018 - 391 visite
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Rimborsi M5S. Ferraresi: “Anche da noi mele marce, ma unici a restituire 23 milioni”

Il deputato e candidato per il bis: “Finanziate 7mila imprese mentre per anni chi ha governato questo Paese si è arricchito sulle spalle degli italiani”

Non ci sta Vittorio Ferraresi, deputato del M5S e candidato per un secondo giro alla Camera, a trasformare in uno scandalo e in un’arma per gli avversari quel che è stato uno dei vanti principali del Movimento: il caso dei mancati versamenti al fondo per le Pmi con le ‘restituzioni’ di parte degli emolumenti percepiti dai parlamentari.

“Siamo al paradosso e oltre – afferma Ferraresi -. Chi non si è mai tagliato un euro di stipendio attacca chi ha restituito milioni di euro al popolo italiano. Partiti che ad oggi si sono intascati oltre 2 miliardi di rimborsi elettorali da giorni non fanno altro che puntare il dito contro il Movimento 5 Stelle”.

Ferraresi si dice favorevole “all’allontanamento di chi non ha rispettato il nostro regolamento” e non nasconde la gravità della questione rimborsi, rimarca che il M5S sia comunque “l’unica forza politica nella storia ad essersi autotassata volontariamente e aver restituito ai cittadini parte degli stipendi degli eletti. Stiamo parlando di oltre 23 milioni di cui nessun giornalista fino ad oggi si è occupato”.

“Certo – spiega – anche nei 5 Stelle ci sono delle mele marce. Detto ciò appena nel Movimento ci si rende conto delle irregolarità chi ha sbagliato viene allontanato. A differenza di quello che succede altrove, dove non ci si accorge mai di niente e quando qualche indagine scoperchia il malaffare mai nessuno sapeva. A differenza loro, nel Movimento 5 Stelle chi sbaglia paga e di certo nessuno qui gioca allo scarica barile. Proprio in queste ore Luigi Di Maio ha incontrato Filippo Roma de Le Iene per verificare a favore di telecamere tutti i bonifici effettuati”.

Ferraresi rimarca di aver inviato bonifici per 180mila euro, “che insieme ai soldi degli altri portavoce, hanno permesso la nascita di oltre 7000 imprese e la creazione di tanti posti di lavoro”.

“Pensate se tutti i partiti agissero come noi – prosegue – Il Pd, che oggi ci accusa di non si sa bene cosa, ha il doppio dei nostri parlamentari. Se si fossero autotassati anche loro avrebbero potuto contribuire a far nascere oltre 15.000 imprese. Invece Renzi e company si guardano bene di rinunciare anche solo a un euro. Ci mancherebbe”.

“Il Mef a breve pubblicherà l’elenco completo degli accrediti e chi non risulterà in regola sarà fuori. Noi non facciamo sconti a nessuno, tantomeno a noi stessi. Detto ciò, se tutta questa scrupolosità fosse stata portata avanti anche dagli altri partiti e se i media fossero stati sempre così attenti e puntigliosi, oggi non ci troveremmo di certo con un Paese sull’orlo del baratro in cui la povertà dilaga e il debito pubblico è alle stelle – conclude -. Per anni chi ha governato questo Paese si è arricchito sulle spalle degli italiani. Milioni di finanziamenti pubblici, vitalizi, auto blu, assegni di fine mandato, osceni privilegi… se questa gente, anziché continuare a rendersi ridicola, volesse cominciare ad agire per il bene del Paese. Con questi soldi i cittadini italiani potranno aprire migliaia di imprese come fino adesso è stato possibile grazie a noi”.

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