mer 14 Feb 2018 - 1381 visite
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Volontariato per richiedenti asilo: “Esperienza positiva, allarghiamola”

Tagliani: "Integrazione non conflittuale ma di valore aggiunto". Modonesi vuole coinvolgere Hera per la cura delle isole ecologiche

Perché i richiedenti asilo non vengono impiegati in maniera produttiva in attività socialmente utili? Una delle domande più pressanti sul tema immigrazione trova una risposta positiva nel progetto di volontariato per la cura delle aree verdi dei richiedenti protezione internazionale, attivato dal Comune di Ferrara in collaborazione con Ferrara Tua ed Asp.

A due mesi dalla fine del progetto sperimentale – che da novembre a dicembre ha coinvolto 15 ospiti dei centri di accoglienza straordinaria gestiti da Asp nell’hub di Pontelagoscuro – il giudizio espresso dall’amministrazione è “assolutamente positivo“. Tanto che questa “esperienza importante di integrazione e miglioramento della nostra città nei luoghi più vissuti come parchi e giardini”, come l’ha definita l’assessore Chiara Sapigni, verrà “allargata ad altri gestori per renderla ancora più diffusa e coinvolgere più persone”.

In questa prima fase i richiedenti asilo – suddivisi in tre squadre, seguite da altrettanti tutor italiani selezionati dalle liste di disoccupazione del centro per l’impiego che hanno ottenuto una borsa lavoro per il tutoraggio delle attività – si sono occupati della manutenzione e pulizia delle aree verdi all’interno delle Mura non previste nel contratto di servizio con Ferrara Tua, tra cui il diserbo manuale di strade e marciapiedi. Insomma, strappare le erbacce è un “lavoro necessario che nessuno fa”.

I migranti interessati potranno essere ‘giardinieri-spazzini’ già da questa primavera – quando riprenderanno le attività di tutela del verde urbano – ma per loro si apre anche la possibilità di essere, sempre a titolo volontariato, ‘netturbini’. “Vedrei bene questi lavori di affiancamento ad Hera nella cura delle isole ecologiche” annuncia l’assessore Aldo Modonesi che ha deciso di presentare il progetto a lavoro concluso “per dimostrare a tutti, anche a noi stessi, che è una cosa normale, naturale, che non necessita di essere strumentalizzata in campagna elettorale con il rischio di trovarci dirette Facebook, lettere sui giornali e prese di posizione indignate”.

Evitare strumentalizzazioni è l’auspicio anche del sindaco Tiziano Tagliani: “Sul lato dell’accoglienza problemi insormontabili non ce li abbiamo, qualcuno ce li crea…” borbotta il sindaco che si dice “gratificato” dalle collaborazioni messe in campo anche con la prefettura per “superare gli ostacoli di carattere normativo come l’assicurazione, la formazione e la sicurezza sul lavoro per tutor e volontari” che hanno permesso di realizzare il progetto da parte degli ospiti che “hanno la volontà di partecipare al benessere della comunità e di sentirsi utili”, vedendo “l’integrazione non in termini di conflittualità ma di valore aggiunto“.

Mentre l’amministrazione consegna gli attestati ai partecipanti – quindici giovani dai 18 ai 30 anni, provenienti da Costa d’Avorio, Ghana, Congo, Nigeria e Guinea – i tutor che li hanno seguiti (tre uomini di 52, 54 e 64 anni) si complimentano per il lavoro svolto: “Sono bravi ragazzi, molto volonterosi, si danno da fare e hanno fatto del loro meglio come noi”.

Anche la città sembra aver risposto bene: “Tranne qualche commento sporadico, la gente era contenta e usciva di casa per portarci da mangiare, come segno di ringraziamento per aver tolto le erbacce davanti alla loro abitazione” raccontano i tutor per la gioia degli altri tre operatori che si sono occupati del monitoraggio: lo psicologo Andrea Squerzanti, l’educatrice Asp Martina Lazzari e la coordinatrice dell’area richiedenti protezione internazionale Valentina Marzola, la quale auspica di “iniziare quanto prima con un nuovo gruppo di lavoro”.

Attualmente la provincia di Ferrara ospita 1132 richiedenti asilo nei Cas, a cui si aggiungono 140 posti Sprar. “Gli arrivi sono rallentati da qualche mese – aggiunge l’assessore Sapigni – e sfruttiamo questo momento per distribuirli meglio nella provincia e affrontare questi temi con meno pressione: le associazioni di volontariato come Ancescao e Auser o altre società sportive stanno accogliendo direttamente; mentre per quanto riguarda le spese per il volontariato (tutoraggio, attrezzature, corsi di formazione) sono voci rimborsabili dalla prefettura all’Asp nell’ambito del programma di accoglienza”. Su sollecitazione della Sapigni ad intervenire per esprimere un proprio giudizio o la volontà di reintraprendere ancora questo percorso, i partecipanti preferiscono non commentare, accontentandosi di esibire il loro attestato davanti ai flash dei fotografi.

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