mar 13 Feb 2018 - 598 visite
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La Quaresima di Perego: “Carità per i disoccupati e i profughi”

Un messaggio di "preghiera e digiuno" per prepararsi alla Pasqua. Le offerte al Fondo diocesano per il Lavoro e alla casa di accoglienza in Ucraina

Tempo di Quaresima, tempo di grazia e carità. È il messaggio che l’arcivescovo Gian Carlo Perego ha redatto per la Quaresima 2018, invitando i fedeli a valorizzare due progetti caritatevoli come il Fondo diocesano per il Lavoro e la casa di accoglienza per profughi in Ucraina.

Prima di arrivare al capitolo offerte, c’è però un lungo messaggio per “prepararsi con gioia e consapevolezza” alla “celebrazione comunitaria della Pasqua”, vista come “cammino pedagogico di conversione e di rinnovamento operato dalla Grazia dentro la vita di ciascuno”.

In questi giorni l’ufficio liturgico diocesano sta inviando a tutte le parrocchie il sussidio quaresimale preparato dagli uffici della Cei – disponibile anche sul sito quaresima2018.chiesacattolica.it -, che offre commenti alla parola di Dio, indicazioni liturgiche e suggerimenti musicali, dal mercoledì delle ceneri fino alla domenica di Pasqua, che “mostrano la bellezza e la profondità dell’itinerario cristologico pasquale dell’anno B e la ricchezza del Triduo pasquale, vertice dell’anno liturgico”, come si legge nell’introduzione.

Nel suo messaggio per la Quaresima, “il Santo Padre Francesco – ricorda l’arcivescovo Perego – ha voluto indicare il grande pericolo del “raffreddamento dell’amore” (Mt 24,12) quale possibile conseguenza di un’epoca, la nostra, in cui gli eventi dolorosi e i falsi profeti ingannano molti, alimentando individualismo ed egoismo tanto da lasciar intravvedere la minaccia di spegnere nei cuori la carità, che è centro di tutto il Vangelo”.

“Dobbiamo riconoscere questi falsi profeti che propongo facili soluzioni alle sofferenze e ai bisogni, e tolgono dignità, libertà e capacità di amare, rendendo il nostro cuore insensibile e spegnendo l’ardore missionario” commenta il monsignore, citando ancora Papa Francesco: “Se come noi siete afflitti dal dilagare dell’iniquità nel mondo, se vi preoccupa il gelo che paralizza i cuori e le azioni, se vedete venire meno il senso di comune umanità, unitevi a noi per invocare insieme Dio, per digiunare insieme e insieme a noi donare quanto potete per aiutare i fratelli!”.

“Il rimedio alla chiusura, all’individualismo è quello consolidato di alcune tappe del cammino sulle orme di Gesù: preghiera, carità e digiuno” asserisce il vescovo di Ferrara-Comacchio che, per quanto riguarda la preghiera e il digiuno, invita a “valorizzare nel cammino quaresimale comunitario due momenti significativi da tenersi in tutte le parrocchie”.

Si tratta della Giornata di preghiera e digiuno per la pace il 23 febbraio prossimo, venerdì della prima Settimana di Quaresima (“La offriremo – ci ha ricordato Papa Francesco – in particolare per le popolazioni della Repubblica Democratica del Congo e del Sud Sudan. Come in altre occasioni simili, invito anche i fratelli e le sorelle non cattolici e non cristiani ad associarsi a questa iniziativa nelle modalità che riterranno più opportune, ma tutti insieme”) e l’iniziativa “24 ore per il Signore” che invita a celebrare il Sacramento della Riconciliazione in un contesto di adorazione eucaristica. L’invito rivolto alle parrocchie o unità pastorali è quello di organizzare, venerdì 9 e sabato 10 marzo, una celebrazione penitenziale comunitaria accompagnata dalle confessioni individuali e da un tempo di adorazione, ispirandosi alle parole del Salmo 130,4: «Presso di te è il perdono».

“Se la preghiera per la Pace alimenta la consapevolezza della paternità di Dio e il nostro amore filiale al Padre, il digiuno non è fine a se stesso, ma alimenta gesti di condivisione e di compartecipazione. Dal digiuno nascono gesti di carità che guardano vicino e lontano a chi è in difficoltà” prosegue l’arcivescovo Perego che, per la carità quaresimale, sostiene due progetti di carità.

Il primo pensiero è al Fondo diocesano per il Lavoro, nato nel 2017 in diocesi per favorire borse e tirocinii lavorativi per persone che faticano a trovare un accompagnamento nell’esperienza lavorativa o che sono usciti improvvisamente dal mondo del lavoro. “Sono già state attivate alcune borse lavoro nel nostro territorio” assicura Perego.

Segue, come annunciato, una Casa di Accoglienza in Ucraina. Un parroco ucraino greco-cattolico, che vive al confine tra Russia e Ucraina, dove la guerra continua ad uccidere e a fare profughi, ha costruito una Casa dell’accoglienza per persone e famiglie di profughi, orfani di guerra nella parrocchia di Poltava. “Sono molte le collaboratrici familiari dell’Ucraina che vivono anche nella nostra Diocesi – rivela l’arcivescovo – e che hanno anche al fronte i propri figli o mariti, in questa guerra dimenticata al confine dell’Europa”.

“Le offerte raccolte nelle diverse iniziative diocesane e parrocchiali, come anche dei singoli fedeli e delle famiglie, in questo tempo quaresimale possono essere versate agli uffici dell’Economato della Curia, specificando la causale – è la conclusione del messaggio pasquale -. Il Signore vi benedica e accompagni i vostri passi di vita cristiana nel cammino quaresimale, per vivere insieme la gioia della Pasqua”.

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