Ritrovato un Ciao rubato a Ferrara 45 anni fa
L'uomo, un rodigino di 68 anni, era stato fermato dai militari che, impegnati nei quotidiani servizi di vigilanza del territorio, lo avevano notato guidare senza casco
L'uomo, un rodigino di 68 anni, era stato fermato dai militari che, impegnati nei quotidiani servizi di vigilanza del territorio, lo avevano notato guidare senza casco
L’intervento è scaturito a seguito di una richiesta di aiuto giunta alla sala operativa della Questura, con la segnalazione di una violenta aggressione in ambito domestico
Da oggi, sabato 6 giugno, non si hanno più notizie di lei. Jessica Perorelli, nata a Ferrara, è scomparsa e non ha più dato notizie di sé. La Prefettura ha attivato il piano per la ricerca delle persone scomparse
È stata una serata di musica, emozioni e partecipazione senza particolari criticità quella di giovedì 5 giugno per il concerto di Vasco Rossi al Parco Urbano. Una festa per i primi 60mila filata via con un bilancio positivo sul fronte dell'ordine pubblico e della sicurezza, oltre che della gestione complessiva dell'afflusso di pubblico
A finire indagati erano stati il portavoce di Ferrara per la Palestina e un altro attivista. Dopo le relative indagini, il pm aveva chiesto l'archiviazione del procedimento per tenuità del fatto
Una sentenza che assolve l’imputato dall’accusa di rapina ma che condanna, almeno moralmente, la parte offesa: l’ex parroco di Quacchio, oggi deceduto.
È il pronunciamento dei giudici della Corte d’Appello di Bologna in merito a un fatto avvenuto nell’agosto 2011. Secondo l’accusa – che portò a una pesante condanna in primo grado, 4 anni e mezzo di reclusione per un uomo di 41 anni, difeso dall’avvocato Daniele Borgia – il parroco sarebbe stato rapinato di 200 euro, dopo essere stato minacciato con un coltello a serramanico (peraltro di sua proprietà) puntato al petto. A conferma, il prete aveva anche prodotto un sms spedito dal rapinatore in persona, in cui il fatto veniva ammesso nero su bianco.
Secondo la parte offesa era il suo modo evitare la denuncia, una promessa alla restituzione dell’importo in cambio del perdono. Importo piccolo peraltro: secondo il sacerdote tra il 2008 e il 2014 si sarebbe prodigato per prestare al suo rapinatore – che lo assillava con richieste d’aiuto – circa 60-70mila euro anche con varie denunce al seguito, tutte finite però in una sentenza di non luogo a procedere perché il fatto non sussiste.
Una versione che ha convinto senza ombra di dubbio il tribunale di Ferrara, ma che ha lasciato più di un’ombra in quelli dell’appello che, infatti, hanno ribaltato la sentenza mandando assolto l’imputato “perché il fatto non sussiste”.
Di più, i giudici felsinei si sono espressi con parole accusatorie – almeno moralmente – verso il parroco, sostenendo da una parte la perplessità sul possesso e la presenza sul tavolo del prete di un coltello a serramanico aperto, poi che fossero illogiche le spiegazioni sull’invio dell’sms, ritenendo che fosse, anziché la prova di una volontà di perdono condizionato, “una forma di garanzia “atipica” e leggermente “estorsiva”, a fronte dell’ennesimo prestito accordato”. Ma soprattutto, si legge nella sentenza, “desta perplessità e lumeggia negativamente la personalità della parte civile, anche la circostanza che egli, pur avendo fatto “voto di povertà”, sia stato in grado di mutuare nel corso di pochi anni, la rilevante somma di euro 70.000”.
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