Attualità
4 Gennaio 2018
Il vescovo emerito di Ferrara contrario a concedere l'Eucaristia ai 'divorziati risposati'. Sottoscritto il documento dell'episcopato del Kazakistan che chiede una 'correzione'

Anche Negri ‘contro’ il Papa su ‘Amoris Laetitia’

di Redazione | 2 min

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Accesso all’Eucarista per i cosiddetti ‘divorziati risposati’? Anche il vescovo emerito di Ferrara-Comacchio, Luigi Negri, dice no e prende posizione ‘contro’ l’esortazione apostolica “Amoris Laetitia” di Papa Francesco, aderendo alla professione di verità sul matrimonio sacramentale di tre vescovi della Chiesa del Kazakistan assieme a un altro vescovo, monsignor Carlo Maria Viganò, nunzio apostolico negli Stati Uniti ed ex membro del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

L’episcopato kazako aveva riaperto la polemica dottrinale sul punto dei ‘divorziati risposati’  con un documento nel quale, nella sostanza, si chiedeva una ‘correzione’ del testo del pontefice “Amoris Laetitia” nel controverso capitolo ottavo, che avrebbe dato adito a un’interpretazione estensiva dell’accesso ai sacramenti della Chiesa, e in particolare della comunione, anche per coloro che, dopo la rottura del matrimonio, hanno formato una nuova famiglia. Documento, quello dei kazaki, sottoscritto ora anche da Luigi Negri e Carlo Maria Viganò.

Viganò non ha ancora motivato la sua presa di posizione, mentre Negri ha spiegato la scelta di aderire al documento con la sua convinzione riguardo la necessità di riproporre la posizione tradizionale di fronte alla “grave confusione” che regnerebbe nella Chiesa in merito al tema del matrimonio. Come fanno notare i tre vescovi del Kazakistan nel documento sottoscritto da Negri, ammettere i ‘divorziati risposati’ alla Santa Comunione, che è la massima espressione dell’unità di Cristo-Sposo con la sua Chiesa, sarebbe come ammettere la possibilità del divorzio da parte della Chiesa cattolica e un mezzo di diffusione dello stesso.

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