Incendio al cantiere della chiesa di Stellata, paura all’alba
Incendio all’alba al cantiere della chiesa di Stellata: in fiamme il telone di copertura. Intervento rapido dei vigili del fuoco, nessun ferito e danni contenuti
Incendio all’alba al cantiere della chiesa di Stellata: in fiamme il telone di copertura. Intervento rapido dei vigili del fuoco, nessun ferito e danni contenuti
L'assessora Cristina Coletti parla di "un pronunciamento che esula dalla realtà dei fatti e ignora completamente il contesto sociale in cui vivono i cittadini"
Stava andando a lavorare, quando - per motivi attualmente al vaglio degli inquirenti - è caduta, perdendo l'equilibrio, prima di battere violentemente la testa. È morta così, in una maniera improvvisa tanto quanto assurda, la 43enne Valentina Fogli, dipendente dell'ItalDolci Shop
Non ce l'ha fatta la 76enne di Cento che - durante la serata di venerdì 6 febbraio - era rimasta gravemente ferita dopo essere stata investita da un'automobile mentre stava attraversando a piedi la via Statale a Corporeno, frazione di Cento, all'altezza del ristorante Palladio
Uno stillicidio psicologico sfociato in un inseguimento con speronamento dell'auto della propria ex compagna. È quello che avrebbe messo in atto un 42enne, già indagato per atti persecutori e danneggiamento aggravato
A due passi dal ghetto, compare via Hitler. In realtà è via Voltapaletto, ma qualche balordo ha pensato di ribattezzare la strada in nome del Führer.
Il nome del dittatore sanguinario è stato scritto nero su bianco con un pennarello in un blocco di pietra all’angolo con via delle Suore. Uno sfregio nazista alla memoria che pesa ancora di più a Ferrara, diventata culla della cultura ebraica con la recentissima inaugurazione del Meis.
Mentre le autorità arrivate in città si congratulano per l’apertura del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, un ignobile atto vandalico deturpa l’immagine della città, inneggiando Hitler proprio al confine con il quartiere ebraico dove è stata segregata la comunità ebraica ferrarese, tra le più antiche e importanti d’Italia.
Via Voltapaletto, infatti, scorre parallela a via Mazzini, la strada principale dell’antico ghetto che conserva le memorie della segregazione razziale dal 1627 all’Unità d’Italia. All’epoca era una strada senza finestre, quella di Voltapaletto, perché gli ebrei che abitavano al di là dal muro non potevano guardare le case dei civili, dei non ebrei. Un pezzo di storia che caratterizza la nostra città, che una mano anonima ha deciso di imbrattare senza vergogna.
A 250 metri di distanza dalla lastra deturpata, sorge la sinagoga. Il rabbino capo Rav Luciano Caro, contattato da Estense.com per sapere se fosse a conoscenza della nuova ‘intitolazione’ della via, ci confida che “ormai non mi scandalizzo più di tanto. Ferrara è ancora un ambiente tranquillo, ma in Italia si registrano quotidianamente manifestazioni di intolleranza e odio viscerale – commenta con amarezza il rabbino -. Non si sa come reagire anche a causa della tolleranza dell’opinione pubblica: sovente episodi di questo genere non vengono considerati un allarme culturale per la società, ma così si rischia di dimenticare quello che è successo”. Il pericolo di nuovi fascismi è dietro l’angolo, specie in via Hitler.
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