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“La Siberiana è morta”. È una lettera che suona da epitaffio quella che Francesco Malacarne e sua moglie Gabriella scrivono a quanti in questi anni sono stati loro vicini per cercare di scongiurare la chiusura dello storico chiosco di viale IV Novembre.
La storia è annosa. Nel 2011 arriva la notizia dell’ipotesi di sfratto. La gelateria si trova in una zona sottoposta a vincoli di pregio come il sottomura. Lo afferma la Soprintendenza. Partono i ricorsi legali. Prima al Tar e poi al Consiglio di Stato, che dà torto ai gestori: la struttura va demolita.
Il Comune ci mette momentaneamente una pezza e l’attività ultratrentennale ottiene la riassegnazione anche per il 2017. Ma è, appunto, solo la quiete prima della tempesta. Perché la commissione consiliare sul regolamento per la concessione di aree pubbliche prevede la ricollocazione per le attività che non rispettato i limiti delle Belle Arti, come il chiosco Al Pinguino, quello sul montagnone, i due rivenditori di frutta e verdura in viale Belvedere e ovviamente La Siberiana.
E ora arriva il documento ufficiale, che per i gestori significa chiusura. “Per rispettare il vincolo paesaggistico delle mura – spiegano Francesco e Gabriella – il Comune ci ha proposto di spostarci nell’area situata in Via Gavioli (angolo Via Ticchioni) limitrofo alle mura stesse”.
Un’area però, secondo i commercianti, “vittima di degrado, prostituzione e droga. Un’area così poco sicura, già proposta ai gestori del chiosco “Il pinguino” (e da quest’ultimi rifiutata), non rappresenta una soluzione realizzabile per noi ormai prossimi alla pensione. In prima battuta il Comune ci aveva proposto verbalmente di trasferirci nell’area limitrofa alla palestra all’aperto di fronte alla Casa del Boia; area commercialmente interessante, bella e sicura”.
E oggi invece “ci viene proposto tutt’altro; sinceramente, amici di facebook, ci pare che i nostri governanti ci prendano in giro proponendoci soluzioni inaccettabili per costringerci alla chiusura. Dove loro falliscono nel mantenere le zone sicure, chiedono a noi cittadini di aprire aree commerciali per bonificare le aree”.
Ecco quindi il triste finale: “Amici, è con nostro immenso rammarico comunicarvi che la Siberiana l’anno prossimo non aprirà. Il Comune ha vinto ed è riuscito a mandarci via. La droga, il degrado e la prostituzione prenderanno definitivamente il sopravvento anche nella parte di viale IV Novembre che noi faticosamente con ogni sforzo cercavamo di tenere pulita e accogliente per noi tutti”.
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