Cronaca
21 Novembre 2017
Prosegue il processo per lo 'stalking di quartiere' nei confronti della coppia. Il maresciallo: “Mi riempì di insolenze”

Via Rambaldi, Dedoni offendeva anche i carabinieri

di Daniele Oppo | 2 min

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Offese pesanti anche ai carabinieri e, in particolare, al comandante della stazione di Porotto, il maresciallo Luca Giannini. C’è anche questo nella triste vicenda di via Rambaldi, con il processo a carico della coppia che per anni ha terrorizzato il vicinato: Carlo Dedoni e Virginia Cerasi.

Il maresciallo è stato uno dei testimoni nell’udienza di lunedì mattina davanti al giudice Vartan Giacomelli nel procedimento che vede i coniugi imputati per le molestie – lo ‘stalking di quartiere’ – nei confronti di due famiglie, loro vicine di casa, assistite dall’avvocato Patrizia Micai.

I primi interventi in via Rambaldi, ha raccontato il maresciallo, risalgono al febbraio 2015, a seguito di un esposto sul maltrattamento di animali: “In un’occasione ho visto anche io gli animali appesi”. Vide anche il fumo dei fuochi accesi da Dedoni (difeso dall’avvocato Gianluca Filippone) e avvertì la musica, opportunamente tenuta a basso volume al suo arrivo con le pattuglie, che tanti disturbi ha provocato ai vicini. Poi arrivarono gli altri esposti, quelli per le offese – molto pesanti – nei confronti dei vicini. Nel febbraio 2016, mentre il generale Faedda – uno degli abitanti del quartiere – era in caserma per denunciare le offese ricevute, “venne chiamato dalla moglie perché Dedoni si stava masturbando davanti a lei. Lo chiamai al telefono, mi riempì di insolenze”. A quel punto il maresciallo si recò in via Rambaldi con altri quattro militari, “ma lui ha continuato a inveire, mi disse che gli avevo fatto portare via gli animali e che avevo dato l’autorizzazione a Faedda di spiarlo. Ho chiesto l’intervento dell’ambulanza perché era molto agitato, ma non hanno fatto nulla perché non collaborava”. Mesi dopo, anche a seguito delle richieste del maresciallo e disposto dal sindaco, venne fatto un Aso, un accertamento sanitario obbligatorio nei confronti di Dedoni e di Cerasi (difesa dall’avvocato Riccardo Ziosi). Il maresciallo ha confermato quanto raccontato dalle parti civili nelle scorse udienze, ovvero il tentativo di fare da mediatore: “Ho sempre dato il consiglio di cambiare atteggiamento, perché dovevano convivere, purtroppo la cosa si è incancrenita con le denunce contro il figlio minore”. Giannini ha anche ricordato di essere intervenuto molti anni prima, nel 2009, “chiamato dalla moglie perché Dedoni la stava picchiando”.

Sul banco dei testimoni anche un’altra vicina di casa che non si è costituita parte civile. Anche lei ha raccontato le molestie, le minacce, le offese e le aggressioni subite dai vicini e anche da lei stessa.

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