Cronaca
25 Aprile 2024
Tre persone erano state indagate per omicidio colposo in concorso per la morte del 36enne Miz Mohamed Fawzy Abdou, operaio egiziano che perse la vita dopo un volo di circa quindici metri

Morì sul lavoro in Borgo Punta. Si attende l’udienza preliminare

di Davide Soattin | 2 min

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Polizia penitenziaria, crisi d’organico senza fine all’Arginone

"La casa circondariale di Ferrara vive un momento di altissima tensione riscontrando una gravissima carenza di organico che non trova precedenti". La denuncia arriva da Francesco Campobasso, segretario regionale del Sappe, il sindacato autonoma di polizia penitenziaria, che mette in guardia su una "situazione problematica da diversi anni, diventata sempre più insostenibile con evidente pregiudizio per il mantenimento della sicurezza al carcere di via Arginone"

Si attende la fissazione dell’udienza preliminare del processo per l’incidente mortale in cui perse la vita Miz Mohamed Fawzy Abdou, operaio edile 36enne di nazionalità egiziana, impegnato in un cantiere per la ristrutturazione col Superbonus 110% di un palazzo in via Borgo Punta, al civico 187.

La pm Isabella Cavallari – titolare del fascicolo di indagine – aveva aperto un’inchiesta per omicidio colposo a carico di tre persone: il legale rappresentante dell’azienda titolare del cantiere e quelli delle altre due aziende, appaltatrice e subappaltatrice, entrambi di nazionalità straniera.

La tragedia era avvenuta durante la mattinata di martedì 10 maggio 2022 quando, stando a una prima ricostruzione, l’uomo perse l’equilibrio e precipitò giù da un’impalcatura che stava smontando al quarto piano di una palazzina all’interno di un cantiere della ditta Tassi Group Costruzioni di Cento, facendo un volo di circa quindici metri.

Subito dopo l’accaduto, la Procura di Ferrara aveva disposto l’autopsia sul corpo del povero operaio, dipendente di una ditta di Baricella, in provincia di Bologna, dove lo stesso abitava, e furono sentite una serie di persone per provare a ricostruire la vicenda in ogni minimo dettaglio.

Ma la lente degli inquirenti si concentrò soprattutto sulle misure di sicurezza adottate nel cantiere, messo sotto sequestro giudiziario dopo la tragedia.

Nello specifico, delegando gli accertamenti allo Spisal dell’Ausl di Ferrara, intervenuto sul posto con la Polizia di Stato, il focus degli uffici di via Mentessi si incentrò sul funzionamento e sul corretto utilizzo dell’imbracatura e della corda che avrebbero dovuto salvare la vita al 36enne in caso di caduta.

 

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