Mer 20 Set 2017 - 1355 visite
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Sipro, un “distretto industriale” controcorrente

Cresce il numero di occupati. Marchi: "Il modello Ostellato è guardato da tutti". Il dirigente: "Siamo in grado di raddoppiare l’indotto"

di Simone Pesci

Ostellato. Numeri importanti per l’area Sipro di San Giovanni di Ostellato, che in una provincia, quella ferrarese, nella quale crescita e occupazione sono ancora note dolenti, sta facendo registrare dei numeri eccezionali.

Segno più per il numero di occupati – 1400 quelli delle aziende di zona, più 500 dell’indotto -, che fra il 2014 e il 2015 hanno registrato un incremento del 13,6%, ma anche per il numero di brevetti, 7 sui 39 provinciali, che significano 18%. Senza dimenticare che nelle 13 aziende presenti nell’area Sipro – di cui 3 sono ferraresi, 5 italiane e ben 5 multinazionali – è concentrato il 6% del totale degli occupati nel settore manifatturiero a Ferrara e provincia.

Numeri tanto importanti, e con grandi prospettive di crescita, da far parlare di “distretto industriale” e “modello Ostellato” da parte del sindaco Andrea Marchi. “I dati dimostrano che possiamo parlare di eccellenze” spiega il primo cittadino di Ostellato: “Abbiamo un’area strategicamente importante. Non è usuale che in un territorio così piccolo ci siano ben 5 multinazionali”.

Un’area, quella di San Giovanni, che ha “dato atto della capacità industriale che ha” e dell’importante “forza lavoro che ha contribuito al raggiungimento dei risultati”. Ecco, quindi, scendere in campo il ‘modello Ostellato’: “Siamo guardati da tutti. Ci sono sempre dei discorsi aperti con la Regione Emilia-Romagna, con la quale si parla per fare dei bandi per i corsi di formazione su misura per le aziende, per far incrementare questi numeri. L’auspicio è quello di trasformare questo modello in un distretto, per dare più voce in capitolo ad un territorio così ricco”.

Indici importanti evidenziati anche da Luca Zaghi, dirigente risorse umane Trw-Zf, che nell’area Sipro è quella che, nel 2016, ha un maggiore numero di addetti, 400. “Qui siamo in controtendenza rispetto ai numeri di Ferrara – esordisce Zaghi -. Abbiamo veramente in mano un patrimonio, che ha le caratteristiche per essere un distretto”.

L’area, infatti, così com’è sarebbe “già in grado di poter raddoppiare l’indotto” evidenzia Zaghi, che prosegue spiegando che “per rendere ancora più appetibile il territorio, la scelta di Confindustria di guardare Modena e Bologna, va nella direzione giusta”. Direzione che imbocca anche Silvia Pulvirenti, direttrice Sipro: “Il territorio modenese e bolognese è congestionato. Sessanta chilometri, per uno che vuole espandersi, non cambiano niente”.

Si sta lavorando, come rivela Pulvirenti, sull’attrattività dell’area e sulla competitività: “La zona deve fare ragionamenti a livello regionale, e per questo con tutte le istituzioni e le associazioni stiamo guardando come favorire l’inserimento di nuove aziende sul territorio, che ha un grande potenziale di espansione. C’è anche una grande qualità complessiva dell’area, coinvolta già in diversi progetti europei. La grande sinergia fra istituzioni e privato, che guardano tutti in un’unica direzione, sta funzionando e i risultati parlano da soli”.

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