Ageste avvia il licenziamento collettivo: undici posti di lavoro a rischio presso Conserve Italia
Ageste ha avvitato il licenziamento collettivo di 11 lavoratori della cooperativa che operano presso lo stabilimento di Conserve Italia a Pomposa
Ageste ha avvitato il licenziamento collettivo di 11 lavoratori della cooperativa che operano presso lo stabilimento di Conserve Italia a Pomposa
Confronto con l'advisor, ritiro del licenziamento collettivo, accompagnamento e chiarire quali risorse finanziarie saranno in campo. Questi i punti che le lavoratrici e i lavoratori di Coperion chiedono all'azienda di garantire. Pena lo sciopero ad oltranza
Dai domiciliari al carcere dopo che, durante i controlli, i Carabinieri hanno trovato nella sua abitazione persone non autorizzate e con precedenti di polizia. È quanto accaduto a una 29enne
“Far del bene porta bene!”. Queste le parole usate dai membri della Banda del Fumo Bianco-Aps per l’iniziativa sociale che li vedrà protagonisti di una giornata con gli ospiti della Casa di riposo Betlem
Nel Ferrarese l'abbruciamento delle stoppie di riso resta al centro del confronto tra istituzioni e agricoltori, ma l'obiettivo condiviso è arrivare a una soluzione strutturale che superi la gestione delle emergenze. È quanto emerso dal tavolo convocato giovedì mattina in Prefettura

Uno scorcio di via Rambaldi
L’incubo di via Rambaldi si sposta dalla zona Arginone alle aule di tribunale. Dove ieri mattina si è presentata alla sbarra la famiglia che ha tenuto sotto scacco il quartiere per anni: Carlo Dedoni – attualmente agli arresti domiciliari dopo aver massacrato di botte il vicino di casa – e la moglie Virginia Cerasi.
La coppia deve rispondere di vari capi d’imputazione, tra cui minacce e atti osceni. Una serie di reati assembrati in un unico processo per stalking di quartiere e atti persecutori sugli abitanti della via. Un unicum a livello nazionale che ha richiesto il rinvio a giudizio per entrambi gli imputati.
L’inferno del vicinato, scoppiato con il caso mediatico del gatto Poirot, aveva raggiunto il suo culmine lo scorso marzo quando Dedoni, il capofamiglia 64enne della ‘casa degli orrori’, picchiò a sangue il 61enne Gian Roberto Luzi davanti alla sua abitazione, adiacente a quella dell’aggressore.
Un caso di violenza già archiviato (Dedoni ha patteggiato la pena di un anno agli arresti domiciliari da scontare con il braccialetto elettronico per evitare che possa uscire dalla porta di casa senza finire in carcere) mentre per lo stalking di quartiere la storia è appena cominciata.
Luzi e l’inseparabile moglie Rita Volpi, insieme a un’altra coppia di vicini, Antonio Faedda e Cristina Vici, si sono costituiti parte civile tramite l’avvocato Patrizia Micai e sono pronti a portare in aula gli altri abitanti della via come testimoni oculari delle persecuzioni, minacce, violenze e offese che hanno subito i vicini della porta accanto. Almeno fino a gennaio 2017 (periodo di riferimento nel processo).
“Nessun patteggiamento, siamo d’accordo col pm: vogliamo una condanna” sentenzia Luzi, la vittima del brutale pestaggio, appena uscito dal tribunale dopo tre ore di udienza. Si ritorna in aula, per il rinvio a giudizio, il 18 settembre.
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com