lun 29 Mag 2017 - 453 visite
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Elezioni, per Mezzogori il panorama è “squallido”

Il leader della consulta a ruota libera: "Tanti si chiedono ancora chi sono i candidati”

Manrico Mezzogori

di Giuseppe Malatesta

Comacchio. Non ha certo esaurito le energie Manrico Mezzogori, il presidente della ‘Consulta San Camillo’, che dopo tre anni di battaglie sembra aver trovato una lingua comune nella contrattazione con la dirigenza sanitaria, pronta ad un investimento importante per la ristrutturazione e l’arricchimento dell’offerta di una struttura che non si rassegna alla sua spoliazione.

Resteranno vigili i battaglieri membri della Consulta, “perché – ricorda Mezzogori – noi abbiamo il polso della situazione, segnaleremo sempre esigenze e criticità nella gestione, sperando di ottenere ancora ascolto”. Anche l’impegno preso dal dg Claudio Vagnini per la celere asfaltatura dell’area di accesso al San Camillo è andato rispettato: “È stato di parola, se non altro non si è trattato delle solite pezze”.

Fuori dal riasfaltato parcheggio intanto, si gioca una partita importante per Comacchio: una partita a sette – che potrebbe assicurare continuità come riservare scossoni -, a cui Mezzogori guarda da smaliziato conoscitore delle regole del gioco.

“Un panorama abbastanza squallido, senza mordente, con liste-civetta già pronte ad appoggiare ‘Morfeo’ al ballottaggio. Programmi messi giù in 5 minuti – continua -, senza conoscere il territorio: sente forse qualcuno parlare di agricoltura? Con il patrimonio agricolo più vasto della provincia, duemila persone attive nel settore e una vivaistica all’avanguardia loro la ignorano, tacciono, come le associazioni di categoria tra l’altro. Parlano di turismo, perché muove più consensi e interessi”.

Ne ha per tutti Mezzogori: per chi “chiede voti al mercato, senza entrare nel merito, pensando che un simbolo di partito accanto al nome basti ad ottenere la preferenza”, per chi “non fa nemmeno quello, nascondendosi come fantasmi, tenendo un basso profilo e aspettando di entrare in un Consiglio che da opposizione nemmeno frequenteranno” e per “pro-lochini, consorzi, cooperative e associazioni che riempiono di iniziative le pagine dei giornali in questa tirata finale per ‘Morfeo’”.

“Morfeo – svela – è chi da contrario agli inciuci ha fatto il più grande inciucio comacchiese dal Dopoguerra, oggi capitano di facce nuove mosse come pupi da pupari tutt’altro che nuovi”. Ma Mezzogori disapprova anche la campagna burocratica degli altri schieramenti, rei di mettere in campo “la solita mistificazione del recupero elettorale della fortezza di Sant’Agostino” o di “incentrare tutto sulla sicurezza, come se al governo della città non si debba poi deliberare su pesca, urbanistica, agricoltura e quant’altro”.

Preferenze? “La consulta non è un partito: nessuna indicazione, ogni associato sceglie liberamente, alcuni sono candidati nel centrodestra, altri con la sinistra. Non ci siamo mai schierati apertamente e non lo faremo. Solo non ci piacciono gli inciuciati” allude, e quasi come un ottavo candidato elenca i punti a cui tiene: il recupero dei ponti e di Palazzo Patrignani, un piano regolatore legale e un museo d’arte sacra, “che è già pronto, sparso per le nostre chiese, un patrimonio inestimabile che darebbe soddisfazione al turismo”.

“Prima però bisogna che i comacchiesi si accorgano che siamo in campagna elettorale. Tanti si chiedono ancora chi sono i candidati”.

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