Spettacoli
6 Luglio 2016
La band di Alex Turner e Miles Kane debutta in Italia a Ferrara sotto le Stelle

The Last Shadow Puppets, buona la prima per il ‘supergruppo’

di Elisa Fornasini | 2 min

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(foto di Alessandro Castaldi)

Buona la prima. È proprio il caso di dirlo per l’esordio assoluto in Italia dei The Last Shadow Puppets che ha portato circa tremila persone in piazza Castello per il penultimo appuntamento di Ferrara sotto le Stelle, che torna sulle sonorità indie rock che hanno decretato il successo della rassegna negli ultimi 21 anni.

Uno di quei concerti che non si dimenticano facilmente, e non solo perché si tratta della prima esibizione italiana del supergruppo britannico composto da Alex Turner, leader degli Arctic Monkeys, e Miles Kane, ex frontman dei Rascals e prima ancora chitarrista dei Little Flames.

Di indimenticabile c’è proprio l’affiatamento tra i due amici e colleghi, che convivono sul palco senza rubarsi la scena ma, anzi, condividendo il microfono e l’affetto dei fan. Si presentano sulla scena alle 21.45 in punto, dopo l’apertura del trio garage-punk londinese Yak, e vengono accolti come delle vere e proprie rockstar.

Il calore del pubblico, prettamente giovanile, accompagna tutta l’esibizione fino alle 23. Poi si spengono le luci e finisce la festa, dopo appena un’ora e un quarto di concerto. C’è chi si aspettava qualcosina di più, ma è anche vero che gli album da presentare erano ‘solo’ due: il primo “The Age of the Understatement” e il recentissimo “Everything You’ve Come to Expect”, usciti a otto anni di distanza l’uno dall’altro. Tipico esempio di quando la qualità batte la quantità.

Turner e Kane si dimostrano da subito molto scenografici e sfrontati, il primo con movenze da latin lover, il secondo con giri di chitarra. In mezzo a questa coppia d’oro di ‘fratelli diversi’ (basta vedere il look, la scimmia artica in canottierina bianca e ciuffo impomatato, il cantautore liverpooliano in completo scuro e capello cortissimo) ci sono l’amico e produttore James Ford alla batteria e Zach Dawes dei Mini Mansions al basso.

Per riprodurre fedelmente il mood dei due dischi, che hanno forgiato il genere baroque pop, non poteva mancare l’accompagnamento di un quartetto d’archi che ha seguito tutti i pezzi in scaletta: Sweet dreams, The age of understatement, Miracle aligner, Aviation, Used to be my girl, Calm like you, Separate and ever deadly, Totally wired, Bad habits, Only the truth, Dracula teeth, Element of surprise, My mistake, Bowie, Meeting place, Every you’ve come to expect, Standing next to you e In my room.

Ultimo appuntamento sotto le stelle questa sera, mercoledì 6 luglio alle 21.45, con i Mogwai che suoneranno l’intero nuovo album “Atomic” nell’unica data italiana del tour.

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