La musica del pianista fuori posto è tornata a risuonare in piazza a Ferrara. Ma sarà l’ultima volta. La canzone di addio di Paolo Zanarella alla città che poco più di due settimane fa l’ha ‘cacciato’ dal centro per essersi esibito senza i permessi ufficiali del Comune riecheggia oggi, lunedì 23 maggio, in piazza Trento e Trieste. Ultima occasione per ascoltare la “musica che migliora la vita”, come lui stesso ama definirla, nella città estense.
“Sarà l’ultima volta che suono a Ferrara perché ottenere l’autorizzazione qui è un parto, anzi una donna che mette al mondo un figlio ha meno difficoltà che ricevere dal Comune questo pezzo di carta” commenta amareggiato il musicista di strada durante il suo concerto mattutino sul listone, poi spostato sotto i portici della Galleria Matteotti per trovare riparo dalla pioggia.
Una pioggia che saluta l’amato busker improvvisato che già lo scorso 5 maggio aveva iniziato a suonare nella piazza estense, prima di essere mandato via dalla polizia municipale in quanto privo della regolarizzazione. Una vicenda che aveva ‘sconvolto’ diversi ferraresi che avevano apprezzato l’improvvisata esibizione e che aveva mosso l’assessore Roberto Serra a tendere la mano verso il musicista con l’auspicio che tornasse di nuovo ospite in città.
Un gesto che però non verrà accolto. “La riposta dell’assessore è stata antipatica perché ha detto cose non vere – replica Zanarella -. Se sono tornato è solo per utilizzare quel famoso permesso che ho chiesto ad aprile ed è arrivato solo venerdì. Venti giorni per ottenere un lasciapassare vuol dire solo due cose: o bisogna cambiare il personale o bisogna cambiare le procedure”.
“Sto preparando una relazione dettagliata sulle difficoltà incontrate per ottenere questa autorizzazione, tra cui la compilazione di troppi moduli e la mancata coordinazione tra gli uffici – rivela il pianista -. Sono d’accordo con la necessità di rispettare il percorso burocratico ma deve essere un procedimento umano, veloce ed efficace. Per venire a suonare qui bisogna perdere un sacco di tempo e per questo penso che sarà l’ultima volta, anche se apprezzo i messaggi di solidarietà che mi sono giunti da molti ferraresi”.
Il viaggio musicale lungo lo Stivale del pianista fuori posto, padovano di nascita e girovago di adozione, in compagnia del suo inseparabile pianoforte a mezza coda, proseguirà questa settimana per Milano, Como e Verona. E probabilmente non lo porterà più a Ferrara per una vicenda che dovrebbe far riflettere la città che ha inventato i buskers e che ha promosso per prima la musica in strada.
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