Cronaca
20 Maggio 2016
Aperto un fascicolo per bancarotta fraudolenta per chiarire le responsabilità degli ex vertici

Carife, la procura indaga sugli ultimi 10 anni di gestione

di Ruggero Veronese | 2 min

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carifeLa procura di Ferrara ha aperto un’indagine per individuare le eventuali responsabilità penali nel crac della vecchia Carife, che il 22 novembre dell’anno scorso dichiarò uno stato di insolvenza per 433 milioni di euro. Una vicenda ormai fin troppo nota dove le cronache finanziarie si incrociano a quelle politiche, sociali e giudiziarie. E proprio da quest’ultimo fronte giunge la notizia della nuova inchiesta che verterà sull’operato degli ex vertici della banca (manager, dirigenti e membri del consiglio di amministrazione) che hanno guidato la banca prima del commissariamento.

A coordinare l’inchiesta è il procuratore capo Bruno Cherchi, affiancato dai pm Stefano Longhi e Barbara Cavallo. Il pool di magistrati dovrà ‘scandagliare’ tutte le operazioni e le decisioni prese dai vertici di Carife almeno negli ultimi 10 anni, ovvero quando cominciarono a crearsi i presupposti per l’aumenti di capitale del 2011, che portò nelle casse della banca 150 milioni di euro e 5.700 nuovi azionisti, oggi tutti drammaticamente “azzerati”. L’ipotesi della procura è che chi sottoscrisse qui titoli possa essere stato tratto in inganno da informazioni sbagliate sulla rischiosità dell’investimento. E la stessa BankItalia, che autorizzò l’aumento di capitale, potrebbe aver ricevuto dati incorretti, che la portarono poi ad avvallare l’operazione.

Tutti elementi da chiarire nell’ambito di una maxi-inchiesta che in futuro potrebbe avere notevoli ripercussioni anche nello scontro tra associazioni di risparmiatori, governo e nuove banche in fatto di risarcimenti: con l’accertamento di eventuali responsabilità penali da parte degli ex dirigenti, gli ex azionisti e obbligazionisti avrebbero finalmente figure ben definite, con nome e cognome, contro cui rivalersi. Sperando che nel frattempo i capitali, che potrebbero essere stati distratti o occultati dalla banca, non siano nuovamente scomparsi nel nulla.

 

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