Mer 30 Mar 2016 - 87 visite
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Le conversazioni cittadine di ‘Ferrara Mia’ con le idee di Danilo Dolci

Nel chiostro di Santa Maria in Vado serata dedicata all'intellettuale e attivista tra i più importanti del dopoguerra italiano

S. maria in Vado - Chiostro NordPrenderanno il via giovedì 31 marzo alle 19, nella sede del Chiostro di Santa Maria in Vado (via Borgovado 3), i laboratori cittadini di Ferrara Mia con una serata dedicata alla figura di Danilo Dolci, intellettuale e attivista tra i più importanti del dopoguerra italiano.

Si avrà modo di avvicinarsi alla figura di Danilo Dolci attraverso la presentazione di un fumetto illustrato da due giovani studenti della facoltà di Architettura di Ferrara, Lorenzo e Emilio Di Martino, ideato e scritto da due professori dell’università di Padova, Alessio Surian e Diego Di Masi.

Dopo la cena condivisa, alle 21 (si richiede la massima puntualità) inizierà un momento di confronto pubblico su ispirazione dei “Laboratori di maieutica” di Danilo Dolci, con la facilitazione di Alessio Surian. La serata è stata progettata e ideata in collaborazione con Riccardo Annicchiarico, Lorenzo Martino e il sostegno organizzativo di un gruppo di abitanti di Santa Maria in Vado.

L’incontro è a ingresso libero e gratuito, aperto a chiunque abbia voglia di esprimere e condividere liberamente le proprie riflessioni sulla base della propria esperienza e scoperte personali, a partire dai propri interessi.

Questo appuntamento dà avvio ai laboratori cittadini di Ferrara mia – persone e luoghi non comuni, un percorso partecipativo che è alla ricerca di gruppi e cittadini singoli attivi in azioni di cura delle persone e dei luoghi: a partire da se stessi, per il miglioramento della propria vita.

La proposta è quella di scrivere collettivamente una “Carta dei beni comuni” per la città di Ferrara, un Manifesto di principi, valori e azioni civiche congiunte. Una “Carta” per indirizzare, monitorare e sperimentare il nuovo “Regolamento per il governo e la cura partecipata dei beni comuni”, l’oggetto decisionale del percorso partecipativo.

“Un Regolamento che può e deve essere uno strumento concreto per favorire e non ostacolare le pratiche reali e quotidiane di costruzione e difesa dei ‘beni comuni’ delle collettività – sottolineano gli organizzatori – e che deve essere immaginato non soltanto come un testo giuridico a tutela dei cittadini e dell’Amministrazione, ma come un vero e proprio processo di costruzione nel tempo di una macchina amministrativa e di una rete civica in grado di costruire insieme la nostra città”.

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