Mar 24 Nov 2015 - 112 visite
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Officina del Vintage, bilancio in forte crescita

Quasi cinquemila presenze per il festival che unisce spettacolo e attività imprenditoriali della città

Si è conclusa la terza edizione di Officina del Vintage con un bilancio in forte crescita: mille biglietti in più dello scorso anno per un festival entrato ormai nel cuore dei ferraresi e non solo.

Quasi cinquemila presenze tra i visitatori intervenuti alla mostra mercato e quelli che hanno partecipato agli eventi off del Molo e alla grande festa di chiusura presso America Graffiti.

Promosso da Pop Design Store, il festival è stato ideato e diretto da Giorgio Paparo e organizzato in team con Massimiliano De Giovanni (responsabile Eventi e Comunicazione), Silvia Ungaro (responsabile Promozione e Segreteria) e Alessia Vezzani (responsabile commerciale e
Sponsoring).

Una squadra che ha dato vita a una manifestazione unica nel suo genere, capace di coniugare una selezionata proposta commerciale (30 espositori provenienti da tutta Italia) a eventi culturali di forte spessore. E che ha saputo dare voce e spazio anche a importanti associazioni come Amnesty International e Ail (Associazione Italiana contro le Leucemie, Linfomi e Mieloma).

Officina del Vintage ha riacceso le luci degli Imbarcaderi del Castello Estense, dando nuova vita a questo luogo magico e dimostrando che il monumento simbolo di Ferrara può essere un crocevia nevralgico di mode e tendenze.

Officina del Vintage è inoltre la dimostrazione che un festival di grande richiamo può nascere senza alcun contributo delle istituzioni locali e senza avere nessuno spazio in gratuità. Ma per rinnovarsi e continuare a crescere non basta il sostegno di sponsor ed espositori, né il piccolo biglietto d’ingresso: serve che la città creda nelle manifestazioni culturali e in un commercio condiviso e diversificato.

Gli organizzatori spertano quindi che ci siano quindi i presupposti per una quarta edizione ancora a Ferrara. Quest’anno il festival ha saputo coinvolgere ben trenta attività imprenditoriali della città (commercianti, ristoratori, strutture ricettive, liberi professionisti…) promuovendo una “vintage map” per turisti, allestendo postazioni per parrucchieri, truccatori e fotografi, sostenendo la promozione di piccoli e grandi eventi e attività.

Se Officina del Vintage ha superato il gradimento dello scorso anno, il merito è inoltre dei tanti ospiti che si sono susseguiti nel ricco programma, a cominciare da due autentiche star della musica leggera degli anni Ottanta. Ivan Cattaneo e Alberto Camerini non si sono limitati a raccontare della propria musica, ma hanno restituito ai visitatori una memoria che parte dagli anni Settanta e arriva fino a noi: la storia di una generazione che ha abbracciato la cultura hippie, si è lasciata ispirare e sedurre dal sogno della libertà, che si è ribellata nel punk, che è stata delusa dalla politica, che non si riconosce nel nuovo modello di società che stiamo vivendo.

Tanti sono stati i ricordi di personalità di spicco della cultura italiana, da Nanni Ricordi a Pasolini, da Benigni a De André. Per una volta non abbiamo semplicemente ascoltato due cantanti nel loro repertorio di revival, ma abbiamo sentito le loro parole, le emozioni che ancora provano. Le stesse che ci ha regalato lo scenografo e costumista Lorenzo Cutùli in un viaggio tra favole e varietà, dall’Orfeo di Monteverdi all’ultimo grande spettacolo di Arturo Brachetti. Perché anche nel teatro di oggi si respira aria “vintage”.

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