
Stefano Cavallini
Da che parte sta andando Sel? E da che parte sta andando il Pd? Se lo chiede la minoranza locale del partito di Nichi Vendola, che chiede al segretario provinciale del Pd, Luigi Vitellio, una verifica sui programmi di governo per capire se ha ancora senso mantenere in vita un’alleanza che appare sempre meno serena. Non si placa insomma la bufera interna al centrosinistra, dopo le contestazioni al ministro Stefania Giannini che giovedì scorso ha annullato il proprio intervento alla Festa de l’Unità del centro cittadino a causa della mobilitazione di sindacati, associazioni e insegnanti. A parlare oggi sono sette membri (su 22) dell’assemblea provinciale di Sel (Ilaria Bigoni, Stefano Cavallini, Virginia De Felice, Paola Ferrarese, Morena Gavioli, Antonio Langella e Giuliano Lodi), che non risparmiano le proprie critiche al segretario provinciale del Pd Luigi Vitellio e ai membri di Sel più vicini all’amministrazione. Prima tra tutti l’assessore alla pubblica istruzione, ed ex coordinatrice provinciale del partito di Nichi Vendola, Annalisa Felletti, seguita dall’attuale coordinatrice Alessandra Tuffanelli.
“Non è sfuggito il “garbo” – affermano gli esponenti di Sel – con cui il Pd di Ferrara con alcuni suoi esponenti di spicco ha reagito alla contestazione al Ministro: parole misurate, nella tradizione di quel partito (il riferimento è ovviamente all’epiteto ‘fascisti’ utilizzato da diversi membri del Pd, ndr). Né è sfuggito il silenzio imbarazzante dell’assessore alla pubblica istruzione di Ferrara: sia in questa come in altre vicenda politiche di questi mesi; è parso anche evidente il timore di Tuffanelli che traspare dalle sue stese parole“. L’assemblea di Sel si chiede, in sostanza, in che direzione si stanno muovendo i due partiti: da un lato un Pd rappresentato sia dalle politiche di Renzi che dai suoi amministratori locali critici verso il governo, dall’altro Sel che “nelle giunte Pd, deve continuare a correre per tappare le falle economiche e sociali che lo stesso Pd del Governo Renzi va producendo nel paese e fra la gente, mettendo a repentaglio la propria stessa identità”.
Partendo da questi punti, i membri dell’assemblea sono convinti che il segretario del Pd Vitellio “abbia qualche buon motivo per chiedere una verifica politica a Sinistra Ecologia e Libertà di Ferrara. Prima però dovrebbe sciogliere alcuni dubbi che molti di noi si portano dentro e che creano non pochi tormenti”. Domande che ripercorrono proprio la lista delle ‘contraddizioni interne’ del Pd: “quello che dal governo Nazionale riduce i trasferimenti agli enti locali o quello che nel governo locale deve tamponare i buchi costringendo dolorosi sacrifici ai cittadini'”, quel Pd che “riduce le quote destinate alla Regioni a sostegno delle fasce della non auto sufficienza o quello chiamato a ripianare i disavanzi nelle aziende locali disastrate da questi provvedimenti o a ridurre i posti letto convenzionati? Di quel Pd che ha votato con 27 milioni di italiani per la pubblicizzazione dell’acqua o di quello che ha approvato la legge per impedirlo?”. Critiche che allo stesso modo investono anche il Jobs Act, la riforma della scuola, le “resistenze del Comune sulla registrazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso” e l’apertura alle trivellazioni contenute nel decreto Salva Italia.
Insomma, ha ancora senso l’alleanza tra Pd e Sel? Stefano Cavallini, contattato da Estense.com, spiega che nonostante la sua posizione sia minoritaria nell’assemblea locale, il tema è sempre più sentito a livello nazionale. “Rompere l’alleanza a Ferrara? Qui siamo in minoranza, con la coordinatrice e l’assessore (Tuffanelli e Felletti, ndr) molto vicine alle posizioni del Pd, ma avverranno sicuramente dei chiarimenti a livello nazionale sulle linee politiche e le alleanze di Sel. Crediamo che con il Pd ci siano progressivamente sempre più problematiche, come dimostrano gli eventi degli ultimi giorni”. Una chiarezza pretesa sia all’interno del partito che, appunto, nei confronti del Pd: “Facciamo una verifica sul programma di governo e sugli impegni presi con gli elettori. Non so se qualche membro di Sel passerà al Pd, ma prima di tutto va chiarito su cosa si regge questa alleanza”.