Politica
29 Aprile 2010
È l’unico ferrarese del Pdl ad aver aderito all’appello del Presidente della Camera

Rendine, la solitudine del finiano

di Marco Zavagli | 2 min

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"I progetti sono ancora lì, le idee non sono andate da nessuna parte. Ferrara è ancora la mia città e io sono ancora un politico di strada. Nessuna sentenza, nessuna sospensione, nessun avversario potrà mai cambiarlo". Sono le parole che Nicola Lodi utilizza per il rientro in politica dopo aver scontato la 'squalifica' di 18 mesi da ogni carica amministrativa dovuta all'applicazione della Legge Severino

Francesco Rendine

La lotta fratricida che si sta consumando tra il premier e il Presidente della Camera all’interno del Pdl prosegue e si allarga sul web. Tanto che lo slogan scelto da Gianfranco Fini per fare una conta interna delle forze in campo sembra quasi una pernacchia telematica all’asso pigliatutto di Arcore: “io sto con Fini”.

Il tutto è visibile sul sito Generazioneitalia.it. Uno spazio internet ben noto ai notabili del Pdl e anche alle emanazioni locali del maggior partito di centrodestra. Eppure, spulciando tra le sue pagine on line, si può trovare qualche sorpresa. Tralasciamo la frase in esergo che campeggia sul sito, che con il suo “destinazione futuro, uno sguardo all’Italia che verrà” mal si concilia con la foto esposta in prima pagina di un attempato Ronald Reagan con cappello da cowboy. Veniamo invece alla sottoscrizione “io sto con Fini, sei un amministratore locale? firma anche tu” che chiama a raccolta quella parte del Pdl che si ritrova nelle esternazioni del numero uno di Montecitorio: in sintesi un ritorno ai temi della politica, maggiore dibattito interno e riforma della giustizia scissa da ricerca dell’impunità.

In calce all’appello seguono centinaia di firme da tutti i Comuni d’Italia. Ma nessuna proveniente da Ferrara. A onor del vero di amministratori locali nel comune capoluogo della provincia di Ferrara non ce ne sono, dal momento che al governo locale c’è il Pd. Gli scaramantici di centrodestra incroceranno le dita o tutt’al più allungheranno le mani in tasca in attesa del 2014. Fatto sta che a scorrere le firme di chi è chiamato a sostenere “il Presidente Fini nella sua battaglia per un grande Popolo della Libertà, forte, libero e democratico” di ferraresi ex An non se ne vede nemmeno l’ombra. Unica eccezione il consigliere comunale Francesco Rendine, in lista al numero 320 (salvo qualche insonne supporter si sia aggiunto  nella notte).

“Colto in flagrante”, Rendine ammette senza di problemi di aver sottoscritto l’appello dei finiani e anzi di questa sua “unicità” ne fa quasi una bandiera: “mi sembra strano che sono l’unico ferrarese che chiede maggiore libertà e trasparenza all’interno del partito”.

Eppure, lista alla mano, sembrerebbe così. “Ne approfitto – rilancia il consigliere – per fare un appello a tutti coloro che sentono vicine le istanze lanciate dal Presidente della Camera: si firmino con nome e cognome; anche qui a Ferrara allora potremo contarci e iniziare a fare cose concrete”.

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