13 Luglio 2015
Sarebbe vissuto 14mila anni fa e avrebbe usato una minuscola pietra fissata a un bastoncino per curare una carie

Unife scopre il ‘dentista’ più antico della storia

di Redazione | 2 min

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La sepoltura del Paleolitico Superiore finale del Riparo Villabruna (foto: A. Broglio)

La sepoltura del Paleolitico Superiore finale del Riparo Villabruna (foto: A. Broglio)

Il “dentista” più antico della storia sarebbe vissuto 14mila anni fa, nel tardo Paleolitico. A scoprirlo è stato un gruppo di ricercatori coordinato dalle università di Ferrara e Bologna.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista open access Scientific Reports (del gruppo Nature) e si basa sulle analisi di un molare della mandibola inferiore scoperto nel 1988 nel riparto di Villabruna, nella Dolomiti venete. Le ultime analisi effettuate avrebbero permesso di accertare che del tessuto colpito dalla carie sarebbe stato rimosso con l’aiuto di un bastoncino di legno – utilizzato solitamente come uno stuzzicadenti – al quale era stata aggiunta una piccolissima punta di pietra. Una tecnica primitiva, e  già nota ai ricercatori, ma che le evidenze mostrano essere stata conosciuta e usata prima di quanto si pensasse fino a oggi.

Le più antiche cure dentistiche scoperte fino ad oggi risalivano al periodo compreso fra 9mila e 7mila anni fa: adesso, riferisce all’Ansa Stefano Benazzi, coordinatore del gruppo di ricerca dell’Università di Bologna ”quello che i risultati mostrano è che il dente del Villabruna rappresenta la più antica evidenza di intervento manuale su una condizione patologica”. La scoperta di Villabruna, prosegue Benazzi “retrodata qualsiasi caso di intervento dentale e di chirurgia craniale attualmente noto” e ”suggerisce inoltre che nel Paleolitico Superiore finale l’uomo era consapevole degli effetti deleteri delle infezioni cariose e della necessità di intervenire, tramite l’ausilio di strumenti microlitici, sul tessuto malato per rimuoverlo e/o pulirlo in profondità”.

La scoperta, suggerisce ancora in una dichiarazione all’Ansa Marco Peresani, dell’università di Ferrara, ”mostra come gli albori della medicina dentale sfrutti abilità, competenze creative e tecnologiche presenti ben prima del Neolitico”.

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