Portomaggiore
30 Dicembre 2014
La ragazza avrebbe richiesto una mazzetta a un imprenditore agricolo per farlo accedere ai fondi europei

È una miss la ragazza denunciata per estorsione

di Redazione | 2 min

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elisa traverso

Elisa Traverso

Portomaggiore. Da reginetta di bellezza a indagata per il reato di estorsione. Pochi si sarebbero potuti immaginare di ritrovare lo splendido sorriso di Elisa Traverso tra le pagine di cronaca, con la ragazza sospettata di aver richiesto una mazzetta da duemila euro a un imprenditore agricolo in cambio di un aiuto per ottenere i contributi dei fondi comunitari. Ma è proprio lei, insieme alla madre 48enne Maria Grazia Canton, a essere finita in manette dopo il blitz del nucleo operativo radiomobile dei carabinieri, che ha arrestato entrambe le donne nel momento della consegna dei contanti.

Ad attivare le forze dell’ordine è stato proprio l’imprenditore vittima della (al momento presunta) tentata estorsione. L’uomo infatti aveva affittato alla Traverso – 24 anni e originaria di Vicenza, con numerosi concorsi di bellezza e le finali regionali di Miss Italia alle spalle – un terreno agricolo a Portomaggiore fino alla fine del 2012, che la ragazza aveva utilizzato anche per chiedere un contributo economico di diverse migliaia di euro per il sostegno diretto agli agricoltori. Una richiesta effettuata anche per l’anno 2013, ma inoltrata con una copia falsificata del contratto di affitto, per non far emergere la scadenza ormai imminente della locazione.

Un piano apparentemente ben congegnato, ma che non teneva conto di un particolare: anche il proprietario del terreno, tornato in possesso della sua proprietà, ha inoltrato infatti la stessa richiesta, vedendosela però bocciare perchè per quel lotto era già pendente la richiesta della sua ormai ex affittuaria. L’uomo ha quindi contattato la Traverso, per chiederle di rinunciare a riscuotere illecitamente il contributo comunitario, ma – secondo la versione degli inquirenti – si sarebbe sentito rispondere con una proposta di estorsione: in cambio del ritiro della pratica, la ragazza e sua madre chiedevano in cambio duemila euro.

Non restava altro da fare per l’imprenditore – questa la ricostruzione degli inquirenti – che accettare e avvertire i carabinieri di quanto stava accadendo. I militari lo hanno seguito fino al luogo dell’incontro con le due donne, che sono state arrestate in flagranza nel momento della consegna dei soldi. “Durante l’udienza di convalida dell’arresto – spiega l’avvocato difensore Francesco Cibotto – il pm Nicola Proto ha chiesto la liberazione delle due donne, in attesa del processo, dal momento che non c’è rischio di reiterazione del reato”.

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