Portomaggiore. Affitta un terreno agricolo per chiedere i finanziamenti Ue, anche se non ne aveva il titolo. E questo a scapito di colui che invece ne aveva titolo. E, di fronte alle rimostranze di questi, lei gli chiede anche dei soldi.
È una vicenda che va dalla truffa, ai danni dell’Unione Europea, all’estorsione, ai danni di un agricoltore, quella che coinvolge due donne residenti nella provincia di Vicenza, arrestate dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Portomaggiore.
Nei giorni scorsi, una di queste, E.T., 24enne, era stata denunciata per tentata truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche. La donna, tempo fa, dopo aver preso in affitto un terreno agricolo dell’imprenditore aveva tentato indebitamente di ottenere un contributo economico comunitario per l’anno 2013 di diverse migliaia di euro, secondo le norme per il sostegno diretto agli agricoltori, presentando un contratto di locazione pertinente al terreno in questione con una data di scadenza falsificata.
Terminato il contratto di affitto e ripreso il terreno alla fine del 2012, l’imprenditore presenta regolare domanda per la concessione del medesimo contributo finanziario per il 2013. Domanda bocciata dalla commissione proprio perché c’era già stata la medesima richiesta, antecedente alla sua, da parte della donna.
A quel punto l’agricoltore contatta la sua ex affittuaria per chiederle di rinunciare all’illecita riscossione del contributo comunitario per non mettere in difficoltà la propria azienda. Per tutta risposta si vede tempestato di telefonate da parte della 24enne, cui si aggiungono quelle della seconda arrestata M.C., 48enne. Il contenuto – sempre secondo le versione dell’imprenditore agricolo – lascia poco spazio alla fantasia: o ci dai i soldi o ti scordi il contributo.
L’uomo a quel punto si rivolge ai carabinieri. Gli uomini dell’Arma preparano il ‘tranello’: la vittima dovrà fingere di cedere al ricatto. Arriva il giorno dell’incontro e l’agricoltore porta con sé una mazzetta da duemila euro. Al momento della consegna dell’assegno entrano in gioco i militari che arrestano le due donne per estorsione in concorso tra loro.
Le arrestate, dopo le formalità di rito, su disposizione dell’autorità giudiziaria, sono state rimesse in libertà in attesa del processo.