Lun 4 Ago 2014 - 1013 visite
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Ma Rea, poesie e carta igienica

I componimenti dell'autore saranno presenti nei bagni di luoghi simbolici della cultura a Ferrara

poesia carta igienica 1di Anja Rossi

Era partito con il suo progetto tappezzando i cestini di tutta la città. Poi abbiamo intravisto le sue poesie appese a un filo della biancheria, con tanto di mollette. Ora si ritrovano le sue opere dentro i bagni dei musei ferraresi, sulla carta igienica. La domanda è lecita: chi è costui?

Costui si firma Ma Rea, non è ferrarese, è uno studente lavoratore, vive da otto anni a Ferrara, ma come ogni poeta che si rispetti è cittadino del mondo. La passione per la poesia è scoppiata in lui nel 2011, anche se solo da quest’anno si è confrontata in maniera sistematica con la città. O meglio, con le città. Ferrara, Padova, Venezia, Treviso, Roma e da ultima anche Berlino non sono che alcuni dei posti in cui persone incuriosite hanno potuto fotografare o commentare queste opere dotate di simpatico equilibrio ironico e mai invasivo.

“La scelta del nome Ma Rea – spiega l’autore delle opere – è stata pensata per indicare questa personalità un po’ debordante. Una marea vista in maniera positiva, poiché questa è una personalità che esprime un interesse onnivoro per tutti gli ambiti: dalla poesia all’arte contemporanea, dal cinema alla scultura, e così via. Ma Rea non è solo semplice poesia. È piuttosto una marea di interessi, che si ricongiungono”.

Ma Rea infatti non ha pregiudizi e sperimenta con le sue iniziative tutte le espressioni artistiche che lo possano contaminare. Installazioni, street art, arte concettuale e land art sono solo alcune delle sue ultime sperimentazioni. Da maggio scorso, infatti, Ma Rea porta avanti “Una campagna al mese per una poesia palese”, un ciclo di iniziative in cui il filo logico conduttore è la sorpresa.

Cestinamenti è stata la prima campagna di Ma Rea a Ferrara e consisteva in poesie adesive attaccate ai cestini di tutta la città. Del 1° giugno è invece Imboscateletterarie, in cui le sue poesie sono state inserite clandestinamente tra le pagine di libri, riviste e quotidiani presenti in biblioteche, librerie, bancarelle ed edicole sparse per le città. Del 1° luglio è invece la campagna Nomenomen, che proponeva delle poesie fatte a forma di biancheria appese su dei fili da bucato nei giardini e lungo i viali della città.

“È una poesia errante, erra un po’ ovunque senza fermarsi alla street art. Anche altre città hanno con me legami affettivi e infatti in queste ho portato le mie poesie. Usare lo spazio urbano di Ferrara è un modo per sentirmi più ferrarese”. E molti ferraresi sembrano avere apprezzato, anche attraverso le email e i commenti che arrivano nella pagina facebook di Ma Rea (Lo stendiversomio). “Rompere la cornice, come si dice in sociologia, è ciò che voglio fare con queste campagne mensili, decontestualizzando e creando sorpresa. Non mi interessa la poesia ferma nei libri, di quella si è ormai assuefatti. Con le mie azioni voglio proporre un’opera di svecchiamento della poesia. In questi casi, infatti, è la poesia che va a trovare direttamente le persone, nei giardini, nei giornali, lungo i viali, e da oggi anche in bagno”.

poesia carta igienica 2Per l’agosto ferrarese, infatti, Ma Rea propone Igienicamente, in cui rotoli di carta poetica saranno presenti nei bagni di luoghi simbolici della cultura a Ferrara. Quest’ultima campagna è iniziata ieri e ha colpito, per ora, il bagno del palazzo Renata di Francia di via Savonarola – uno dei centri dell’Università degli studi di Ferrara – e i bagni del palazzo Schifanoia, centro culturale che attira sia ferraresi che turisti. “Questa nuova campagna consiste nell’utilizzo di rotoli di carta igienica sui quali, in ogni velo, è presente una mia poesia. Sta poi all’utente decidere se leggere o meno le poesie, se staccarne, uno, due o più veli, in base a quanto si sente sporco culturalmente – ironizza l’autore -, e a fine agosto di bagni ‘coinvolti’ ce ne saranno altri”.

L’ironica provocazione è chiara, e la dialettica tra poesia e carta igienica anche. “Per questa campagna mi sono ispirato a Gonzales Torres – conclude Ma Rea -. Sulle sue opere Bourriaud scriveva che l’aura dell’opera d’arte non si trova più nell’opera stessa, ma si sposta nella relazione tra quest’ultima e il pubblico. Igienicamente rientra in questa logica e considero lo spazio pubblico come un luogo in cui portare l’arte a tutti, lasciando alle persone un sorriso o un attimo di sorpresa che vada oltre la solita routine”.

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