Politica
6 Aprile 2010
Tagliani parte per San Pietroburgo e Tavolazzi chiede spiegazioni

Trasferta misteriosa in Russia

di Marco Zavagli | 3 min

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"I progetti sono ancora lì, le idee non sono andate da nessuna parte. Ferrara è ancora la mia città e io sono ancora un politico di strada. Nessuna sentenza, nessuna sospensione, nessun avversario potrà mai cambiarlo". Sono le parole che Nicola Lodi utilizza per il rientro in politica dopo aver scontato la 'squalifica' di 18 mesi da ogni carica amministrativa dovuta all'applicazione della Legge Severino

Il museo dell'Ermitage di San Pietroburgo

“Trasferta a S.Pietroburgo per Hermitage”. È la laconica nota con cui il sito del Comune di Ferrara riporta gli appuntamenti del sindaco Tagliani previsti per oggi. Una nota forse un po’ troppo laconica. O quantomeno abbastanza per far nascere sospetti in Tavolazzi.

Il consigliere di Progetto per Ferrara prende la palla al balzo e grida – forse un po’ troppo precipitosamente – che “la notizia è oscurata”, visto che nel sito del Comune è relegata nell’agenda del sindaco, “ma da quanto trapela – puntualizza il consigliere della civica – Tagliani andrà in missione alcuni giorni a San Pietroburgo con la presidente della Provincia Marcella Zappaterra, si presume in relazione ai nuovi sviluppi da dare alla vicenda Hermitage”.

Le ultime notizie riguardanti la fondazione, tanto importante a livello di blasone quanto impalpabile a livello di iniziative culturali di eccellenza, risalgono allo scorso ottobre, quando saltò la mostra sul Caravaggio prevista come grande evento del 2010 e si rinviava a tempi migliori la decisione per quella sull’arte islamica (prevista inizialmente per quest’anno).

Strappato il titolo con le unghie e con i denti a città quotatissime come Verona Mantova e Torino, dall’ottobre 2007 Ferrara è sede di Ermitage Italia, succursale italiana del prestigioso Museo di San Pietroburgo. Nelle intenzioni dei firmatari dell’accordo, museo russo da una parte, istituzioni locali dall’altra, il percorso doveva portare a una presenza stabile dell’Ermitage nel nostro Paese e a un lavoro programmatico di ricerca, studio, confronto e produzione culturale italo-russa, connessi al grande patrimonio d’arte italiana custodito dall’Ermitage.

L’inaugurazione della sede, all’interno di Palazzo Giglioli, avvenne in pompa magna alla presenza del Presidente Napolitano. Da allora però non si registrano altri eventi di rilievo che abbiano catapultato Ferrara all’attenzione nazionale.

E questo a fronte di ingenti risorse stanziate nei primi anni di attività da parte di Comune e Provincia, all’incirca 400mila euro, ridotte ora a 150mila, equamente ripartiti tra municipio e castello.

Questi i principali motivi che hanno visto i primi vagiti della Fondazione accompagnati da mugugni e polemiche per le aspettative fino ad oggi irrealizzate.

Ora arriva questa trasferta, che magari potrebbe veder tornare gli amministratori estensi con buone notizie dalla Russia. Nell’attesa Tavolazzi si richiama al principio di “trasparenza verso i cittadini” e chiede a sindaco e presidente della Provincia, “allo scopo di chiarire le intenzioni di Comune e Provincia riguardo al progetto Hermitage Italia ed alle sue ricadute per Ferrara”, di rispondere pubblicamente ad alcune domande.

A cominciare da “quali sono gli obiettivi della missione”, passando per il numero di persone di cui è formata la delegazione (“chi sono e con quale ruolo?”), fino ai costi della trasferta (“e a carico di quali enti essi gravano?”) e all’interrogativo se l’incontro poteva essere effettuato in Italia”.

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