Due adesivi contro la sede di Fratelli d’Italia
Nuovo episodio ai danni della sede di Fratelli d’Italia in viale Roiti, ad Argenta. Nella notte ignoti hanno affisso due adesivi sulla vetrata del circolo, intitolato a Cesare Gaiani
Nuovo episodio ai danni della sede di Fratelli d’Italia in viale Roiti, ad Argenta. Nella notte ignoti hanno affisso due adesivi sulla vetrata del circolo, intitolato a Cesare Gaiani
Reati contro il patrimonio, la persona e l’ambiente, commessi tra il 2013 e il 2019: è questo il quadro che ha portato, nel pomeriggio del 21 aprile, all’arresto di un 25enne residente in zona da parte dei Carabinieri della Stazione di Argenta
San Nicolò. Si è spento nei giorni scorsi Roberto Giori, associato Coldiretti con l'azienda condotta insieme al figlio Michele a San Nicolò, nel territorio comunale di Argenta
Scoperta nella piazzetta della frazione La Fiorana, una targa alla memoria dell’eroica ed epica “Battaglia de La Fiorana”
È stata inaugurata mercoledì 15 aprile la nuova risonanza magnetica dell’ospedale “Mazzolani Vandini” di Argenta, una tecnologia di ultima generazione che rafforza l’offerta diagnostica della struttura e consolida il ruolo del presidio sanitario nel sistema ospedaliero provinciale
Argenta. Andava avanti da quasi sette anni il processo per lesioni gravi che vedeva imputata un’infermiera dell’ospedale di Argenta, Liliana Fuschini, accusata di aver perforato l’intestino di un paziente mentre praticava una colonscopia assieme alla propria equipe.
Era il 29 maggio del 2007 quando Marco Bellistracci, ex commissario dei vigili urbani di Argenta, si sottopose all’operazione all’ospedale Mazzolani-Vandini di Argenta, per poi essere dimesso il giorno stesso. In serata si fece riaccompagnare nuovamente al pronto soccorso per forti dolori e gonfiori: aveva una perforazione dell’intestino. L’ambulanza lo portò d’urgenza all’ospedale di Ferrara, dove gli viene praticata una laparotomia, una deviazione dell’intestino retto. Nel dicembre successivo si sottopose a un secondo intervento di ricanalizzazione dell’intestino, che lo riportò in condizioni normali.
A finire nel registro degli indagati, oltre alla Fuschini (difesa dagli avvocati Bolognesi e Campalani), furono anche il medico radiologo Alessandro Barboni e il tecnico di radiologia Luigi Pelliconi, le cui posizioni furono archiviate in udienza preliminare. Per l’infermiera la fine del lungo calvario giudiziario – con tanto di ‘reset’ del processo per via del trasferimento del giudice Giorgi – è arrivata solo nelle ultime ore, dopo la sentenza di assoluzione pronunciata dal giudice Testoni.
Durante l’udienza conclusiva era stata la stessa imputata a presentarsi sul banco degli imputati, spiegando la procedura tecnica eseguita durante la colonscopia e concludendo affermando con decisione: “Sono sicura di avere eseguita la manovra correttamente. Sicurissima”. Ma a sostenere la sua tesi sono intervenuti anche il consulente, dottor Venturini, e i testimoni della difesa. Il primo in particolare ha sostenuto l’impossibilità di imputare al passaggio della sonda rettale la lacerazione dell’intestino, fenomeno noto nella letteratura scientifica e che il consulente definisce “una complicanza prevedibile, prevenibile ma non sempre evitabile”. Secondo il consulente episodi di questo genere possono capitare a persone anziane o che comunque sono state sottoposte a stress o a complicazioni. “Manca la pistola fumante”, è il commento finale con cui Venturini ha spiegato – in termini più legali che medici – il concetto alla base del suo discorso.
La Fuschini tira così un respiro di sollievo dopo il lungo iter giudiziario che suo malgrado ha dovuto affrontare. Nei sette anni trascorsi dai fatti la donna aveva continuato a lavorare all’ospedale di Argenta e la dirigenza non l’aveva mai sottoposta a sanzioni o provvedimenti per l’episodio al centro del processo, tanto che anche i suoi colleghi avevano inoltrato una lettera a Estense.com per dichiarare la propria solidarietà alla Fuschini. La sentenza odierna ha definitivamente ripristinato l’immagine professionale e tolto ogni dubbio sull’operato e le capacità dell’infermiera.
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