Politica
17 Maggio 2014
E sulle parole della Morghen: "Forse era ancora sotto anestesia". E Bonaccini richiama al rischio fascismo

Vitellio (Pd): “I candidati 5 Stelle impresentabili”

di Ruggero Veronese | 3 min

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unnamed (10)Il Partito Democratico presenta i propri candidati in consiglio comunale per la circoscrizione di via Bologna e parla della propria idea di Europa, nel corso di un incontro in cui il segretario regionale Stefano Bonaccini, il suo omologo provinciale Poalo Calvano e il responsabile organizzativo del partito Luigi Vitellio, non rinunciano a sferrare i colpi più duri direttamente contro quello che è ormai il nemico numero uno del Pd a ogni livello politico: il Movimento 5 Stelle.

“Quello che ci accomuna al centrodestra – afferma Calvano – è che vogliamo mantenere l’Europa. Ma c’è anche chi la vorrebbe distruggere, e purtroppo è quello che ci sentiamo raccontare dai 5 Stelle”. Le parole del segretario provinciale non lasciano molti dubbi sulla sua opinione riguardo agli avversari politici. Calvano presenta i cinque candidati provenienti dal circolo Lambertini di via Bologna: Ilaria Baraldi, 39 anni (già nota come capofila dei ‘civatiani’ ferraresi e tra i fondatori di Spazio Grisù), Patrizia Bianchini, 61 anni (già presidente di circoscrizione e assessore provinciale), Donato Fiorbelli, 58 anni e un passato nell’aeronautica militare, Luca Vaccari, 58 anni, e il 31enne Luigi Vitellio.

Proprio quest’ultimo nel suo discorso si schiera in difesa dell’idea di Europa nata nel dopoguerra, “che ha garantito la pace tra le nazioni dopo i conflitti mondiali, ma ora deve garantire anche qualcos’altro”. Ad esempio, secondo il responsabile organizzativo Pd, “di non lasciare l’Italia da sola di fronte agli sbarchi dei migranti, invece che girarsi dall’altra parte di fronte all’emergenza”. Ma l’ostacolo maggiore alla “vera realizzazione dell’Europa”, secondo Vitellio, sta proprio nelle forze politiche che in questo periodo guadagnano consensi criticando le politiche comunitarie. Ovvero, almeno in Italia, il Movimento 5 Stelle. Ed è per questo che il voto del 25 maggio “sarà ancora più importante delle altre volte perchè non si confrontano due diversi modelli di Europa, ma un ‘si’ e un’no’ all’idea stessa di Europa”. Da questa base, è inevitabile il richiamo locale al discusso comizio bolognese di Ilaria Morghen, candidata sindaco a Ferrara per i Grilli Estensi, che secondo Vitellio “forse mentre parlava era ancora sotto anestesia. Ma durante il terremoto, mentre lei andava in una ‘merda di scuola pubblica’ a recuperare la figlia, noi eravamo con gli insegnanti che hanno continuato a lavorare e a garantire la sicurezza e l’istruzione dei figli. Contrariamente a L’Aquila, Ferrara è ripartita perchè abbiamo una comunità guidata da un’ottima amministrazione che si è mossa insieme. I candidati dei 5 Stelle sono impresentabili e hanno giocato sulle paure delle persone, ma chi offende la propria comunità e l’altra parte politica, non è degno di fare politica”.

Il proposito del Pd diventa quindi quello di ‘esportare’ lo slogan ‘cambia verso’ fino al Parlamento Europeo. Ne è convinto il segretario regionale Bonaccini, che invita tutti ad “attivarsi per portare più gente possibile al voto, perchè il primo pericolo è l’astensionismo”. Il secondo pericolo è naturalmente il movimento di Beppe Grillo e Bonaccini descrive le prossime elezioni come “un derby tra rabbia e speranza”. Quasi assenti i richiami al centrodestra, visto evidentemente in netto svantaggio nella competizione, anche se Bonaccini teme una possibile dispersione del voto nei partiti minori, fenomeno particolarmente frequente proprio nelle elezioni al Parlamento Europeo, in cui è meno forte il richiamo al ‘voto utile’ per la formazione di un esecutivo. E anche Bonaccini si mostra più che convinto del fatto che la prossima turnata elettorale rappresenti un passaggio fondamentale a livello storico, attraverso un inquietante paragone con il periodo più buio per le democrazie europee: “Facendo un parallelo – afferma il segretario regionale -, ai fascismi si arrivò dopo la più grande crisi economica mai avvenuta fino al ‘900, che portò alla sfiducia delle persone nei partiti e nella politica e nella richiesta di uomini forti, che dal palco dicevano di parlare per il popolo ma poi decidevano tutto loro”.
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