Politica
25 Marzo 2010
Il ministro del welfare a Ferrara parla già del dopo crisi

Sacconi e la formazione da copertina

di Marco Zavagli | 2 min

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"I progetti sono ancora lì, le idee non sono andate da nessuna parte. Ferrara è ancora la mia città e io sono ancora un politico di strada. Nessuna sentenza, nessuna sospensione, nessun avversario potrà mai cambiarlo". Sono le parole che Nicola Lodi utilizza per il rientro in politica dopo aver scontato la 'squalifica' di 18 mesi da ogni carica amministrativa dovuta all'applicazione della Legge Severino

È arrivato quasi di sorpresa. Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi si è presentato ieri pomeriggio nella sede di Unindustria Ferrara, invitato da Giorgio Dragotto per “un incontro con tutte le associazioni di categoria del nostro territorio – ha spiegato il candidato del Pdl alle regionali -; una occasione straordinaria per instaurare un dialogo e un lavoro futuro per Ferrara che veda fianco a fianco governo e industriali”.

“Le elezioni sono un momento utile a volte per accendere l’attenzione su problemi specifici – ha esordito Sacconi – e per riconoscere spazio a una comunità trattando dei suoi problemi particolari, temi questi che insieme all’amico Dragotto abbiamo considerato spesso”.

Passati gli scambi di cortesia il ministro è entrato nel merito dell’agenda politica, che vede il dato medio della disoccupazione in Italia nel 2009, diffuso dall’Istat, inferiore a quello europeo. “Un risultato ottenuto grazie al sistema degli ammortizzatori sociali – commenta -; abbiamo scelto di proteggere i redditi mantenendo il più possibile i posto di lavoro”.

Accanto a queste misure, “Il governo ha semplificato gli strumenti di carattere ordinario, rendendo praticamente la cassa integrazione straordinaria per crisi accessibile attraverso una causale generale”.

Insomma, “la cassetta degli attrezzi è stata riempita”, si fa pratico Sacconi, che anticipa che “a metà anno faremo un bilancio per capire quante somme residuano, in modo da programmare il prossimo anno”.

In questo contesto “è stata importante la collaborazione delle Regioni – assicura Sacconi –, con la quale abbiamo firmato un accordo, sottoscritto da tutte le parti sociali, per individuare i reali fabbisogni specifici, introdurre certificazioni di competenza a livello professionale e partire con una vera formazione”.

È questo il punto su cui batte il chiodo il ministro: “adesso occorre investire molto di più nella formazione. Al momento le risorse sono più che sufficienti per affrontare i problemi occupazionali che ragionevolmente sono prevedibili nel breve periodo”. Ma passata l’emergenza, secondo il titolare del dicastero del Lavoro “sarà importante investire nella formazione. È necessario un confronto con le Regioni e con le parti sociali per dare attuazione alle nuove linee guida della formazione, formazione che deve essere per competenza in ambienti produttivi, cui si aggiunge soprattutto per i giovani un piano straordinario per tirocini e apprendistato per evitare che le persone rimangano inattive”.

E nel fare questo “un metodo come la sussidiarietà fa la differenza nel modo di governare una regione”.

Il ministro chiude con una metafora all’inglese la sua esposizione, richiamando alla memoria la copertina di Time, che ogni dodici mesi viene intitolata al personaggio dell’anno; “se quest’anno spetta di diritto alla cassa integrazione, vorrei consegnarla il prossimo anno alla formazione”.

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